ARTIGIANATO VENETO


VENETO

« …respirando di quel silenzio assoluto… solo il dolce sdrucciolamento delle gondole, i colpi di remi ».
Richard Wagner
Nel suo espistolario il compositore sottolinea l’intensità dei momenti trascorsi in gondola. Nulla sembra essere mutato oggi, e la magia veneziana e di tutto il Veneto continua ad attirare i turisti, ed a ciò contribuisce anche l’artigianato tradizionale con la sua vena inesauribile. Le botteghe artigiane del Veneto sono degli autentici laboratori d’arte che, pur rimanendo fedeli alla tradizione ed al buon gusto, non mancano di adeguarsi alle esigenze moderne.
La gondola è per tutti e in particolare per gli stranieri, il simbolo romantico di Venezia. Gli « squeri » (voce che pare provenire da « squadra », strumento necessario alla realizzazione di una barca) sono cantieri destinati alla costruzione e alla riparazione delle imbarcazioni. Oggi gli squeri non sono scomparsi. Notevolmente ridotti di numero, se ne possono contare una decina: hanno però cambiata la loro produzione. I più antichi, tutelati dalla Sovrintendenza ai Monumenti, come quelli di San Trovaso e quello di Rio dei Mendicanti, continuano invece le tradizioni artigianali con maestri d’ascia che costruiscono, con immutata tecnica, le barche tipiche della laguna.
La produzione artistica del vetro è praticata a Venezia da oltre un millennio. Nel 1292, per timore degli incendi, gli artigiani furono trasferiti a Murano. Recenti scavi compiuti a Torcello hanno riportato alla luce testimonianze che fanno risalire l’industria veneta del vetro addirittura al VII secolo. Esemplari di ogni epoca si possono ammirare nel Museo di Murano.

L’arte vetraria ha i suoi inizi con i « fioleri » (fabbricanti di fiale e bottiglie) e rapidamente tanto che nel trecento troviamo già vetrate, smalti, vetri soffiati di comune e perfino occhiali.
La tecnica che riscuote maggior successo è quella del vetro soffiato: attualmente gli oggetti fabbricati o si richiamano a forme tradizionali (‘700 veneziano) o sono decisamente moderni. Maestri di antiche ditte, affiancati da designers, realizzano oggetti di rara originalità.
I bicchieri sfaccettati, i lampadari di vari colori sfumati non sono che un esempio di quello che il soffiatore di vetro può realizzare. Queste crea­zioni, pensate ed ottenute, una alla volta con sapienza manuale, hanno un fascino intenso, ignoto agli oggetti prodotti in serie.
Ciò che ha costantemente caratterizzato questa attività è stata la ricerca di tecniche e forme nuove, con risultati straordinari. Maioliche, porcellane, ceramiche vengono prodotte artisticamente a Bassano (tav. 12-H/5) fin dal ‘700 e presentano invariate da tre secoli le loro caratteristiche. Salsiere e zuppiere a forma di conigli, galletti, pesci e tacchini; maioliche con glicini e margherite blu; porcellane dal tipico coler canna; scodelline per ciliegie con piccola pagoda rossa e turchina; chicchere e piattini con disegni di fiori e foglie; bricchi per caffè e la « bossa buffona », dalla quale si riesce a bere solo se se ne conosce il segreto. Molto richiesti i vasi per fiori, boccali per acqua e vino, i grandi vasi per anticamere e tipo farmacia. Gli stili riappaiono tutti: l’Impero, il ‘700, il Barocco, il ‘400 e tanti altri. I « decori » rispettano gli schemi più aggra­ziati e più classici. Altri centri di produzione: Nove (tav. 12-G/5), Este (tav. 19-F/3), Schio (tav. 12-D/5), Vicenza (tav. 12-F/7), Padova (tav. 19-H/l), Treviso (tav. 13-B/6).
L’arte del mobile è nata a Cerea (tav. 19-B/4), circa una sessantina di anni fa, e « mobili di Cerea » sono chiamati gli armadi, i letti, le sedie, le poltrone, le cassapanche di stile antico che qui vengono a comperare da ogni parte d’Italia antiquari e grossisti. Analoga produzione a Bovolone (tav. 19-A/3) e nelle numerose botteghe sparse fra i diversi comuni della zona del mobile d’arte.
Qui si fabbricano, ora ed in numero molto maggiore, mobili di stile antico: alcuni dei mobili sono fatti con legno antico, altri con legno stagionato a lungo, ma non propriamente antico. I mobili di Cerea (tav. 19-B/4) e delle zone vicine sono sempre di più richiesti all’estero. Altri centri di produzione del mobile d’arte si trovano nelle provincie di Venezia (tav. 20-B/l), Vicenza (tav. 12-F/7), Padova (tav. 19-H/l), Treviso (tav. 13-B/6) e Belluno (tav. 6-G/7) ed a Conegliano (tav. 13-C/3), Bassano del Grappa (tav. 12-H/5), Montagnana (tav. 19-D/3), Cortina d’Ampezzo (tav. 6-G/2; tav. 2-G/7), Casale di Scodosia (tav. 19-DE/4).

Specialmente nella zona di montagna si producono artistici mobili rustici, tinelli, culle inta­gliate e dipinte con motivi floreali ed anche arredamenti per alberghi alpini. I vecchi orafi veneziani si chiamavano « batioro » e « tiraoro » a seconda che battessero l’oro sul marmo con il martello avvolto nella pergamena o nei budelli di bue, oppure che lo trasformassero in fili che venivano avvolti come seta. La scuola degli orafi, che aveva sede a fianco della Chiesa di S. Stae, era famosa per le maglie d’oro dette « manin ». Oggi gli orafi sono insieme designers ed artigiani e l’ispirazione viene da oggetti del ‘500, ‘600 e ‘700, o da antichissime civiltà come quella greca, l’etrusca o quella paleoveneta; frequenti le creazioni del tutto originali e le eccentriche curio­sità ultramoderne.
Le catene di ogni genere possibile ed immaginabile sono il prodotto più caratteristico dell’oreficeria vicentina; se ne producono in oro bianco, rosso o rosato, giallo, oppure in argento. Portachiavi e chiavi hanno linee nuove ed interessanti; fantasiosi i cinturini e le casse per orologi. Altri importanti laboratori di oreficeria si trovano nelle provincie di Vicenza (tav. 12-F/7), Padova (tav. 19-H/l), Verona (tav. 12-A/8), Tréviso (tav. 13-B/6) e Venezia (tav. 20-B/l). Rinomata l’argenteria di Vene­zia (tav. 20-B/l) e Verona (tav. 12-A/8).
La lavorazione dei metalli è rappresentata soprattutto dalla produzione di oggetti per la casa. Il ferro battuto si lavora nelle zone del Vicentino, Trevigiano, Veronese e Bellunese; l’arte del rame è una caratteristica della provincia di Rovigo (tav. 19-G/5) e della parte alta della regione; a Padova (tav. 19-H/l) e Belluno (tav. 6-G/7) si modellano oggetti in peltro. Statue, piccole sculture con funzione decorativa, utensili per uso dome­stico e mobili rustici vengono prodotti nella zona di Alpago, nel Cadore e nell’altopiano di Asiago (tav. 12-F/3).
Nel 1500 la laguna veneta, ed in particolare l’isola di Burano, diventò im­portante centro per lo sviluppo della lavorazione del merletto ad ago. Nel secolo successivo il merletto divenne ornamento d’obbligo degli abiti maschili e femminili, molto richiesto da tutte le corti d’Europa. Fu così che questo tipo di artigianato, nato come passatempo delle fanciulle nobili, si trasferì nelle case umili, nei conventi e nei laboratori. Ancora oggi le merlettaie, che si possono ammirare lungo le calli, con rara abilità realizzano lavori a « punto in aria », a « rosette » ed a « contropunto ». Raffinati capi di biancheria ricamata a Venezia (tav. 20-B/l) e ad Asolo (tav.  12-1/4). Altri centri importanti per la produzione di merletti sono Asolo (tav. 12-1/4), Pellestrina (tav. 20-B/3) e Chioggia (tav. 20-B/3-4). L’arte della tessitura della seta è giunta dalla Cina a Venezia dopo la quarta crociata (1202) ed i « maestri », venuti dall’Oriente, vi impiantarono dei laboratori che fungevano tra l’altro da scuola.
Nel XIV secolo i tessuti, i velluti, i rasi, i damaschi, i panni d’oro e d’argento che si producevano a Venezia, erano i migliori del mondo.
L’arte cinese ha quindi influenzato gli artigiani veneziani anche nella creazione dei disegni nei quali fiori, uccelli ed altri animali, formano un insieme di mirabile grazia. Oggi nelle antiche botteghe veneziane i telai sono ancora quelli a mano, azionati da una o più persone a seconda della comples­sità del tessuto, ed il disegno viene regolato da « cartoni » forati. Altri centri di produzione di tes­suti d’arte si trovano ad Asolo (tav. 12-1/4), Mussolente (tav. 12-H/4), Fiesso Umbertiano (tav. 19-F/7), Padova (tav. 19-H/l).

Sempre molto ricercato lo scialle veneziano di seta, ricamato ed ornato di perline di vetro. Nel Bel­lunese si producono principalmente scialli di lana leggera stampati o ricamati a motivi floreali. Altre produzioni caratteristiche dell’artigianato .Veneto sono la bigiotteria in vetro, rame e cuoio; le maschere veneziane in cuoio e cartapesta; gli strumenti musicali [Padova (tav. 19-H/l), Bellunese e Verona (tav. 12-A/8)]; i lavori in paglia e vimini [Treviso (tav. 13-B/6), Marostica (tav. 12-G/5)];  lavori in marmo, alabastro e pietra tenera (Vicentino e Veronese); cuoio d’arte e pelletteria (Vicentino, Padovano); giocattoli [Asolo (tav. 12-1/4), Monselice (tav. 19-G/3)]; giocattoli in pan­no [Vicentino, Padovano, Monselice (tav. 19-G/3)] o in legno (Bellunese); bambole [Monselice tav. 19-G/3)].

Venezia (tav. 20-B/l) è sinonimo di moda italiana, e quindi di artigianato di classe, che offre, in varie forme, creazioni di alto prestigio tanto apprezzato anche all’estero. Tra le produzioni più attuali, anche se frutto di lunga esperienza, sono compresi gli articoli sportivi (sci, bastoni da hockey, i celebri bob che si sono affermati nelle competizioni internazionali), gli occhiali, gli articoli da gioco, barometri ed orologi ed altri prodotti che costituiscono il vanto di numerose piccole industrie del Bellunese, Trevigiano e Vicentino, che hanno conservato la cura e la estrosità tipica della bottega artigiana.
Calzature a mano si producono a Vicenza (tav. 12-F/7), sulla Riviera del Brenta, nel Veronese e nel Trevigiano.