Artigianato Marche: la Fisarmonica non si arrende!

La fisarmonica non si arrende e sfida gli assordanti strumenti elettronici

 

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Sopra: Castelfidardo è stato per lungo tempo il regno di fisarmoniche e organetti. Oggi il mercato si è molto ridotto e le grandi fabbriche puntano sugli strumenti elettronici. La fisarmonica tuttavia resiste e molti artigiani garantiscono ancora strumenti di gran pregio. A destra: ecco alcuni “pezzi” prodotti dagli artigiani di Tolentino, dove si continua a lavorare il cuoio con l’abilità di una volta. Sotto: a Offida vi sono ancora poche decine di donne che lavorano stupendi merletti a tombolo. Un’attività che stava scomparendo ma che adesso sta velocemente riprendendo quota.

marche artigianato 1 - 1Le Marche sono una terra di artigiani che vengono da un passato lontano mille secoli, quando scheggiavano le pietre per farne punte di freccia, modellavano rozze ciotole d’argilla, cucivano le pelli d’orso coi tendini del cervo. Oggi che le macchine tendono a so­stituire il lavoro delle mani, soprav­vivono soltanto gli artigiani che san­no lavorare meglio delle macchine, virtuosi delle dita.
Botteghe di Pesaro, Urbino e Urbania, Sant’Angelo in Vado e Fermignano lavorano la ceramica d’arte che dal Rinascimento produce og­getti meravigliosi gelosamente con­servati nei musei. Nei paesi del Montefeltro e a Mercatello sul Metauro resiste la tessitura di tappeti. Dapprima travolti dall’industrializ­zazione del mobile a basso costo, in­tagliatori e intarsiatori del legno e della madreperla tornano prepoten­temente alla ribalta a Urbino, Cagli e Pesare, costruendo pezzi rari per clienti raffinati. Restauratori di anti­chità vivono bene in quelle stesse zone oltre che a Pesaro, Fano, Pennabilli, Macerata Feltria.
Curiosità: ad Acqualagna si fanno camini di pietra, a Cantiano macine da mulino e ruote per arrotini; ad Auditore si fondono campane in bronzo; a Carpegna si usano stampi intagliati e cesellati per decorare le coperte; a Cartoceto s’intrecciano vi­mini; si fabbricano orologi e barome­tri a Fossombrone; a Peglio si sbalza il rame; a Piandimeleto si lavora e si dipinge a mano il legno; a Sant’An­gelo in Vado ferro battuto, oreficeria, utensili in faggio; a Sant’Ippolito si lavorano giunco e bambù; a Urbania ferro battuto e restauro di mobili, pergamene e documenti antichi; a Urbino si lavorano oro e argento e si riproducono antichi lampadari.
marche artigianato 1- 2In provincia di Ancona, a Loreto e dintorni è possibile vedere, sedute sulla soglia di casa, le “coronare”, si­gnore che con incredibile rapidità e maestria fabbricano rosari. Dopo l’ultima guerra c’erano a Loreto die­ci fabbriche di corone e tremila “co­ronare” che esportavano in mezzo mondo. Poi la richiesta è calata ma fabbriche e fabbrichette rimediano producendo arredi e paramenti sa­cri, statuine della Madonna e modellini della basilica lauretana. A Fabriano esistono vere e proprie boutique della carta fatta a mano, filigra­nata, con bellissimi disegni visibili in controluce, ricercata da artisti e cacciatori di souvenir. Castelfidardo (ma anche Camerano, Loreto, Osimo) è stato il regno della fisarmoni­ca e dell’organetto fino ad alcuni an­ni or sono. Oggi il mercato si è molto ridotto e le grandi fabbriche punta­no sugli strumenti elettronici, tutta­via la fisarmonica resiste e alcuni ar­tigiani garantiscono produzioni di particolare pregio. Curiosità: lavora­zione del ferro (e dei fiammiferi) a Jesi; a Castelfidardo pipe in radica; a Filottrano vimini e canne; carpen­teria a Numana; metalli a Brugnetto di Ripe; a Loreto intagliatori ed eba­nisti e a Montecarotto restauratori d’antiquariato; a Ostra funziona un’importante scuola di restauro del legno e del ferro.
In provincia di Macerata si tesse a mano in alcuni laboratori di Potenza Picena e di Pievebovigliana; a Tolentino si lavora il cuoio in pellette­rie di alta classe; oggetti d’arreda­mento in plastica a Recanati; a Pollenza e Treia si producono mobili d’arte e si restaurano mobili antichi; a Castelraimondo si fabbricano marche artigianato 2- 2nel ferro arnesi da taglio; terraglie rustiche o decorate a Urbisaglia, Potenza Picena, Appignano, Pollenza; produzione di giocattoli a Corridonia, Urbisaglia, Montefano, Potenza Pi­cena, Recanati; ferro battuto in for­me artistiche a Montelupone, Reca­nati, Muccia, Caldarola; merletti e ricami a Recanati, Macerata, Morrovalle e Tolentino; botteghe in cui si fanno scarpe a mano e su misura a Belforte del Cruenti (anche abiti da sposa), Camerino, Loro Piceno, Monte San Giusto, Macerata, Morrovalle San Beverino; ancora a San Severino si producono vetrate d’arte e istoriate; borse, cinture, guanti a Belforte del Chienti, Corridonia, Lo­ro Piceno, Macerata, Mogliano, Monte San Giusto, Morrovalle, Petriolo, Pieve Torina, Pollenza, Poten­za marche artigianato 3- 2Picena, San Ginesio, San Severino, Serrapetrona; produzione in oro, argento a Recanati, produzioni in peltro e metalli inferiori nei centri vicini. Mogliano, paese dei cestai, è uno dei più importanti centri d’Ita­lia per la lavorazione del vimine, midollino, bambù; a Recanati e a Castelfidardo è sorta, ai primi del secolo, la lavorazione artigiana della pipa in radica d’erica; l’attività è stata ripresa anche a Pesaro, Loreto e Jesi: attualmente le Marche coprono oltre il dieci per centro della produ­zione nazionale di settore.
Nella parte alta della provincia di Ascoli trionfa la produzione di cal­zature, con ampi spazi per le scarpe fatte a mano e su misura; ceramica d’arte a Montottone, Ascoli Piceno, Comunanza, Falerone, Fermo, Montegranaro, Grottammare, San Bene­detto del Tronto; mobili artistici ad Amandola, Monsampolo e Spinetoli; fabbri ferrai a Fermo, Porto San Giorgio, Falerone, Servigliano, Massignano, Monteprandone, Monsam­polo; oreficerie, bigiotterie e fabbri­che di coppe e trofei sportivi ad Ascoli, Fermo e San Benedetto; mar­mo e travertino si lavorano ad Ac­quasanta del Tronto; vimini, giunco e bambù a Monte San Pietrangeli e a Montegiorgio. Si producono bellissi­mi cappelli di paglia a Massa Fer­mana, Montappone, Falerone, Mon­te Vidon Corrado.
A Offida, spesso sedute sulla so­glia delle case, una ventina di signo­re lavorano meravigliosi merletti a tombolo manovrando con abilità diabolica una quindicina di sottili fusi, un’attività che stava per scom­parire e ora sta riprendendo quota; ad Ascoli lavorano Castelli padre e figlio, interpreti di una eccellente e famosa scuola di liuteria. Infine, a Force, c’è una via dei calderai e ra­mai che lavorano in forme classiche ma anche moderne il rame prodotto in una fonderia di Comunanza.

A sinistra e sopra: la via dei calderai e dei ramai a Force. Qui i molti artigiani lavorano in forme classiche, ma anche moderne, il rame prodotto in una fonderia di Comunanza. A sinistra: cestaio di Mogliano al lavoro.

Articolo da mensile Bell’Italia

 

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