BRICO verde Piante da appartamento


Anthurium

L’Anthurium appartiene, come il più noto Philodendron, alla famiglia delle Araceae, comprendente circa 1.800 specie, originarie delle zone tropicali e subtropicali dei vari continenti.
Delle numerose specie di Anthurium, quelle adatte alla coltivazione in appartamento sono l’Anthurium andreanum e l’ Anthurium scherzerianum.
Si tratta di specie dai fiori vivacemente colorati, con foglie cordiformi ed appuntite color verde scuro, che possono svilupparsi fino a cm. 20 su steli sottili. I fiori sono formati da uno spadice circondato da una spata dall’aspetto lucido, che può essere rossa, arancione, bianca o crema
L’Anthurium richiede una buona illuminazione, ma diffusa; deve quindi essere protetta dall’irraggiamento diretto. Cresce molto bene a temperatura costante tra i 18° ed i 21° C, ma tollera anche brevi periodi a temperature di 12° C.
Essendo una pianta tropicale, predilige l’umidità, che deve essere mantenuta soprattutto nel periodo estivo, anche spruzzando le foglie. Durante il periodo di riposo, in inverno, bisogna diminuire le annaffiature senza però lasciar mai completamente secco il terreno. Il terriccio più adatto deve essere leggero e poroso, ricco di torba con aggiunta di foglie di faggio, aghi di pino o granulato di polistirolo. In tal modo il substrato risulta ben arcato e drenato, ideale perla crescita della pianta.
Durante il periodo di vegetazione è opportuno somministrare settimanalmente, a piccole dosi, un concime preferibilmente liquido.
L’ Anthurium scherzerianum si può propagare per divisione del cespo al momento della rinvasatura in primavera, ma la moltiplicazione per seme è la più diffusa e praticata dai floricoltori.
Per la salute dell’Anthurium è molto importante mantenere costanti le condizioni ambientali più favorevoli alla pianta.
Per l’acquisto di un Anthurium, più che la presenza sempre auspicabile dei fiori, è importante che la pianta sia sana e si presenti col fogliame pulito, lucido, abbondante e con foglie fresche ed intere.

Calceolaria

La Calceolaria herbeonybrida è originaria delle Ande ed appartiene alla famiglia delle Scrojulariaceae. Ha grandi foglie verdi, tenere e pelose, che circondano gli steli dei fiori. Questi sono riuniti in corimbi, hanno corolle reniformi, nelle quali il labbro inferiore dei petali si presenta particolarmente rigonfio, specialmente negli ibridi a fiore grande. I fiori possono essere di vari colori: gialli, arancioni, rossi, più o meno intensamente punteggiati o sfumati.
La Calceolaria necessita di luce intensa, indiretta da novembre a marzo, mentre nel rimanente periodo va tenuta in un luogo ombreggiato. Richiede frequenti annaffiature avendo però l’accortezza di non eccedere, perché è molto sensibile ai ristagni idrici, e di non bagnare le grandi foglie, per non favorire infezioni di muffa grigia.
Il terriccio migliore è un composto a base di torba, terra di brughiera e di bosco che, oltre ad essere una riserva naturale di elementi nutritivi, garantisce anche un buon drenaggio. La somministrazione del concime, tramite fertirrigazione a dosi non superiori a 1 -1,5 g/1 di acqua distribuita, deve essere effettuata ogni 8 -10 giorni nelle fasi di sviluppo e fioritura ed ogni 15 – 20 giorni nel periodo di riposo vegetativo.
Per la moltiplicazione si utilizzano i semi, interrati in un substrato organico leggero a fine primavera o inizio estate.
I parassiti più comuni sono gli afidi, che possono danneggiare i boccioli dei fiori e dei germogli; si possono verificare anche danni da tripidi.

Ciclamino

Il Cyclamen persicum appartiene alla famiglia delle Primulaceae ed è una delle più belle piante da fiore, disponibile oggi in molte cultivar di diversi e stupendi colori. Originario della zona mediterranea, fiorisce generalmente da settembre ad aprile, anche se attualmente i vivaisti offrono coltivazioni che fioriscono tutto l’anno, grazie alla programmazione e forzatura della fioritura ed alla esistenza di numerose cultivar adatte allo scopo.
I ciclammi hanno fiori particolari, generalmente peduncolati, con petali arricciati, che si innalzano sopra foglie cuoriformi di un verde scuro con motivi argentei.
La pianta fiorisce bene in ambiente fresco, arcato ed illuminato; in appartamento con temperatura compresa tra 15° e i 20° C ed adeguate annaffiature; può rimanere riccamente fiorito per più di un mese.
La pianta non sopporta le temperature elevate, le correnti d’aria e gli improvvisi sbalzi di temperatura. Il terriccio va mantenuto regolarmente umido, senza mai eccedere, e concimato soprattutto durante il periodo della crescita. Anche durante la fase di riposo occorre tenere leggermente inumidito il substrato.
Durante la fioritura è bene tenere in perfetto ordine la pianta, eliminare via via i boccioli sfioriti e le foglie appassite, che rappresentano i principali focolai di malattie e che deturpano la sua bellezza. Il metodo di moltiplicazione più praticato dai floricoltori è la semina diretta, meno laboriosa della divisione dei rizomi alla comparsa delle prime gemme, che è invece la forma più conveniente a livello hobbistico.
Fra i parassiti più comuni dei ciclamini si riscontrano gli afidi, i tripidi, l’acaro pallido del ciclamino, la muffa grigia ed altri funghi patogeni. La lotta a questi parassiti può essere effettuata con prodotti adeguati.
Per un corretto acquisto è utile controllare che le foglie ed i piccioli siano sani ed eretti, che tra il fogliame spuntino molti boccioli, che non vi siano segni di muffa o parassiti anche nella pagina inferiore del fogliame.

Cineraria

Appartenenti alla famiglia delle Compositae, i numerosi ibridi di Cineraria oggi disponibili derivano da ripetuti incroci fra Senecio cruentus ed altre specie.

La Cineraria presenta foglie finemente dentellate di colore verde brillante e di varia forma. I fiori sono simili a quelli delle Margherite, hanno colori sgargianti variabili dal rosso al rosa, dall’azzurro al bianco o al viola, spesso con sfumature o aureole bianche centrali. Il periodo di fioritura è tipicamente primaverile.

Le condizioni ideali per coltivare le Cinerarie sono: una forte illuminazione (la posizione ideale è dietro la finestra) con l’avvertenza di evitare l’insolazione diretta; la temperatura fresca per favorire la fioritura (10°-15° C notturna, non superiore a 20° C diurna); la lontananza da fonti di calore e correnti d’aria. Le annaffiature devono essere regolari e frequenti, soprattutto durante la fioritura, senza comunque esagerare, per evitare che marciscano le radici. Se ben annaffiata, concimata e tenuta in ambiente fresco e luminoso, la pianta è destinata a durare a lungo.

Le Cinerarie vanno facilmente soggette ad infestazioni da parte degli afidi, della mosca bianca (un piccolo insetto alato individuabile sulla pagina inferiore delle foglie) e di insetti minatori, che scavano tipiche gallerie fogliari. Diverse sono anche le malattie funginee che possono colpire la Cineraria: muffa grigia, oidio o mal bianco, marciume della base degli steli. Per questo possono rendersi necessari interventi con specifici insetticidi o fungicidi, applicati sempre secondo le indicazioni riportate in etichetta.

Clivia miniata

La Clivia è originaria dell’Africa Meridionale e fa parte della famiglia delle Amaryttidaceae.
Presenta foglie lunghe in media cm. 40-60. di colore verde scuro, nastriformi ed appuntite che formano ciuffi a ventaglio.
Alla fine dell’inverno dal ciuffo di foglie si innalza uno stelo sul quale si apre un mazzo di 15-30 fiori, regolari e conici, con colore di tonalità arancione e con sfumature gialle.
Se la pianta è mantenuta in condizioni ambientali adeguate, fiorisce normalmente ogni anno.
La pianta predilige la luce intensa, non diretta; la posizione ideale nell’appartamento è una finestra in ombra. Durante il periodo di fioritura e di crescita la temperatura ideale è di 16-21° C, mentre durante il periodo di riposo la pianta preferisce temperature più fresche, non inferiori comunque a 10° C. Anche le annaffiature devono essere diversificate nei due periodi: regolari e frequenti durante la vegetazione e la fioritura, scarse e rade durante il periodo di riposo, per tenere il terreno poco umido sino alla comparsa dei boccioli florali.
La somministrazione di concime deve essere fatta durante il periodo vegetativo e leggermente intensificata quando sono presenti i fiori. La concimazione non deve però essere elevata, per evitare l’eccesso di salinità del terreno, che può gravemente danneggiare la Clivia. Quando i fiori sono appassiti, lo stelo florale va tagliato con un coltello affilato.
Dopo la fioritura potranno essere separati i nuovi getti dalla pianta madre e rinvasati in piccoli vasi con un terriccio ricco, facendo attenzione a non danneggiare le giovani radici. Se i germogli verranno lasciati uniti alla pianta, produrranno altre infiorescenze, ma di minor pregio.
Le piante adulte all’occorrenza verranno rinvasate, sempre prima che spunti lo stelo florale.
La Clivia non ha molti nemici. Tra questi la cocciniglia va eliminata strofinando le foglie con cotone ed alcool etilico o insetticida adatto.

Croton

Il Codiaeum Croton è un elegante sempreverde della famiglia delle Euphorbiaceae originario di Malesia, India ed arcipelaghi del Pacifico.
Le numerose varietà di questa pianta hanno foglie di forme diverse, lineari o larghe, ovali o frastagliate, flessuose o ritorte a spirale, con particolari disegni, venature o macchie variamente colorate: verde-giallo, rosso, rosa e bronzo.
I Codiaeum prediligono ambienti molto umidi e luminosi, simili a quelli di origine, per cui è necessaria un po’ di attenzione per conservarli rigogliosi in appartamento.
Una luce piena, ma non diretta per evitare ustioni, mantiene la colorazione varia e intensa delle foglie.
Le condizioni ottimali di vita vengono garantite da temperature comprese tra i 18° e i 25° C a seconda delle varietà e da un elevato valore di umidità. Occorre poi avere l’accortezza di evitare al Croton correnti d’aria e sbalzi di temperatura.
Le annaffiature devono essere abbondanti durante l’estate e meno intense nelle altre stagioni. È bene anche spruzzare spesso le foglie durante i periodi più caldi, ma con acqua a temperatura ambiente. Ogni 20-30 giorni è buona norma anche aggiungere all’acqua dell’annaffiatura un fertilizzante liquido completo. Cosi curata la pianta cresce e si conserva rigogliosa durante tutto l’anno; se necessario va rinvasata all’inizio della primavera in un terriccio ricco.
La propagazione, utilizzando talee poste in torba e sabbia o perlite, viene generalmente effettuata da dicembre a febbraio, per ottenere piantine ben radicate fin dall’inizio della primavera.

I parassiti animali più comunemente riscontrabili sul Croton sono le cocciniglie, i tripidi, e l’acaro rosso. Si possono riscontrare anche danni da funghi, responsabili di malattie vascolari e marciumi.

Ficus

I Ficus della famiglia delle Moraceae, raggruppano circa 700 specie. Le più diffuse in appartamento sono: Ficus elastica, Ficus benjamina e Ficus lyrata. Di Ficus elastica, o pianta della gomma, la cultivar più importante è la decora.
II Ficus elastica decora ha un unico fusto perfettamente eretto e grandi foglie spesse e lucide; cresce velocemente e può raggiungere in vaso i 3 metri di altezza. La pianta può essere posta anche in posizioni un po’ ombreggiate, ma una buona esposizione luminosa ne accentua la crescita. L’ambiente più adatto è umido e con temperatura ottimale di 20° – 24° C nei periodi caldi e di 15° -18° C in inverno. Il terreno deve essere mantenuto umido, ma è importante non eccedere nelle annaffiature. È opportuno inoltre somministrare periodicamente del concime liquido durante le annaffiature. Il modo più semplice per avere una pianta con foglie sempre lucenti è pulirle delicatamente e periodicamente con una spugna umida.
Il Ficus benjamina ha, la forma di alberello. Dal tronco, color grigio nocciola pallido, partono numerosi rami carichi di piccole foglie ovali appuntite che col loro peso piegano i rami rendendoli flessuosi ed arcuati. Il benjamina cresce bene in posizione protetta da correnti d’aria, molto luminosa, ma senza esposizione solare diretta, e ad una temperatura compresa tra 18° e 25° C.
Le annaffiature devono essere abbondanti: un paio di volte la settimana durante la stagione calda e ogni 7-10 giorni durante l’inverno. Durante la stagione vegetativa è opportuno aumentare le concimazioni e spruzzare ogni tanto le foglie.
La pianta si può moltiplicare per talea nella stagione primaverile. Le talee apicali devono essere di circa cm. 10 ed inserite in vasi riempiti in parti uguali con substrato organico o torba e sabbia grossa o perlite. Le talee radicano con maggior facilità in ambiente costantemente umido e ad una temperatura ottimale di 21° C.
I parassiti animali che possono più frequentemente colpire i Ficus sono le cocciniglie e gli acari. Le cocciniglie colpiscono in prevalenza il Ficus benjamina: è quindi necessario verificare ogni tanto la pagina inferiore delle sue foglie. La disinfestazione dovrà essere fatta utilizzando un insetticida adatto o strofinando le foglie con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool etilico, ripassando poi con acqua pulita.

I Ficus sono soggetti inoltre al marciume delle radici per eccessiva umidità del terreno. Tale malattia va prevenuta drgnando il terriccio e non eccedendo nelle annaffiature. Si possono verificare anche danni da muffa grigia e da funghi che provocano malattie vascolari e disseccamenti sulle foglie.

I Fìlodendri

I Philodendron, appartenenti alla famiglia delle Araceae ed originari delle foreste tropicali dell’America Centro-Meridionale, sono tra le più importanti, diffuse e resistenti piante verdi d’appartamento.
Dei Philodendron esistono numerose specie, alcune a portamento eretto ed altre di tipo cascante o rampicante. Frequente è la presenza sul fusto di radici aeree, che svolgono le importanti funzioni di ancoraggio ed assunzione di elementi nutritivi e acqua quando sono ben inserite nel fusto e tutore muscoso.
Una delle specie più facili da coltivare è il Philodendron scandens, dalle caratteristiche foglie cuoriformi.
I Philodendron devono essere protetti dall’insolazione diretta e dalle correnti d’aria. Prediligono una temperatura ambiente compresa tra i 15° e i 23° C; per brevi periodi possono sopportare temperature di poco inferiori ai 10° C.
La pianta va annaffiata con una certa moderazione nel periodo di sviluppo, come anche nella fase di riposo vegetativo. Il terriccio più adatto è un composto grossolano di foglie e torba, la pianta va rinvasata solo quando si nota che le radici hanno riempito
completamente il vaso; è bene comunque rinnovare lo strato di terriccio superficiale, apportandone del nuovo ogni anno. Durante la primavera e l’estate occorre adeguatamente concimare ogni 20 – 30 giorni, per favorire lo sviluppo delle piante giovani ed il mantenimento di quelle adulte.
I Philodendron vengono riprodotti inter¬rando talee apicali in un composto di sabbia e torba.
Solo i Philodendron acauli si riproducono per seme oltre che per talea.
Fra i più comuni parassiti animali vi sono: cocciniglie, afidi, tripidi ed acari. Le malattie più diffuse sono provocate da funghi in grado di danneggiare foglie, fusto e radici.
Questi parassiti vengono generalmente controllati nei luoghi di coltivazione attuando metodi di lotta specifici. Sono diversi, comunque, gli antiparassitari per uso domestico oggi in commercio.

Fuchsia

Appartenente alla famiglia delle Onagraceae, il genere Fuchsia, originario delle zone tropicali dell’America Centrale e Meridionale, comprende circa 100 specie con numerose varietà coltivabili in giardino ed anche in appartamento.
Le Fachsie possono raggiungere anche diversi metri di altezza, a seconda della forma di coltivazione e del portamento, che in alcune specie è prostrato. Le foglie, appuntite od ovali, di un verde brillante, mettono in risalto i caratteristici fiori penduli, che formano cascate di vivaci colori: bianco, rosso, rosa, porpora o violetto.
La Fuchsia richiede un’ottima esposizione luminosa, preferibilmente non alla luce solare diretta, soprattutto nelle ore centrali della giornata. L’ambiente deve essere ben areato e mantenuto, specie in estate, costantemente umido. La temperatura ideale è di circa 10° C nel periodo invernale, mentre in estate dovrebbe essere poco superiore a 20° C.
Le annaffiature vanno effettuate regolarmente, senza mai eccedere ed avendo cura di spruzzare saltuariamente le foglie. Nelle fasi di ripresa vegetativa e fioritura è bene, ogni 10-20 giorni miscelare all’acqua un fertilizzante completo. Durante l’inverno, quando cadono le foglie, è opportuno tenere la pianta in ambiente riparato, fresco e ben illuminato. Il terreno ideale è costituito da terriccio ricco di humus e ben drenato.
La moltiplicazione avviene per talee semilegnose del fusto e di germogli apicali, in primavera o tarda estate. È possibile anche la riproduzione per seme nel periodo primaverile.
La Fuchsia può subire infestazioni di afidi; molto dannosa è inoltre la muffa grigia, specialmente in ambienti molto umidi e, nel periodo autunnale, in giardino.

Ibisco

Originario della Cina, l’Hibiseusrosa-sinensis appartiene alla famiglia delle Malvaceae.
L’Ibisco è un arbusto ramificato che può crescere anche più di m. 1,5 ma per la coltivazione in appartamento può essere mantenuto piccolo con una opportuna potatura.
Le foglie, di colore verde scuro, sono ovali con i margini ondulati; i fiori sono grandi a forma di imbuto con stami molto sporgenti. Le corolle possono essere semplici o doppie secondo la specie, e i colori variano dal bianco, al rosa, al giallo, all’arancio, al rosso. I fiori hanno vita breve, ma subito appaiono nuovi boccioli e la fioritura è continua dall’estate all’inizio dell’autunno. Per poter fiorire l’Ibisco necessita di molta luce.
La temperatura ideale è intorno a 20° C in estate ed a 15° C nei periodi freddi. La pianta teme le correnti d’aria e gli sbalzi repentini di temperatura, che possono compromettere la fioritura, causando la caduta di boccioli. Le annaffiature devono essere abbondanti e frequenti, ma il vaso deve avere un buon drenaggio per evitare ristagni d’acqua e permettere al terriccio di asciugare senza causare il marciume delle radici.
Durante il periodo della fioritura è meglio concimare la pianta ogni 15-20 giorni, mentre durante l’inverno la concimazione può essere sospesa e l’annaffiatura diradata. La potatura della pianta, quando è necessaria, è bene effettuarla dopo la fioritura; il rinvaso deve avvenire in primavera in un terriccio molto ricco. La moltiplicazione, per talea delle cime, deve essere praticata all’ini¬zio dell’estate, mantenendo la temperatura del terreno tra i 24° ed i 26° C.
I parassiti più comuni dell’Ibisco sono gli afidi, che colpiscono i fiori, i boccioli e le foglie più giovani. Si possono verificare anche danni da acari.

Le dracene

Le Dracene appartengono alla famiglia delle Liliaceae e sono originarie delle zone tropicali.
Ne esistono di diverse specie, ognuna molto diversa dall’altra per dimensioni e per caratteristiche.
Fra le più diffuse per la coltivazione in appartamento si possono ricordare:Dracaena deremensis, dalle tipiche foglie striate di bianco, che può superare l’altezza di un metro; la Dracaena marginata”Tricolor” di colore verde marginato di rosso, dalle strette foglie disposte a ciuffo alle sommità del fu¬sto; Dracaena fragrans “Massangeana” o “Pianta della Felicità”; Dracaena sanderiana, dalle foglie lanceolate con bordi bianchi laterali.
Le Dracene richiedono una buona esposizione alla luce, evitando però l’insolazione diretta. La temperatura ottimale per queste piante è compresa tra 18° e 25° C; bisogna sempre proteggerle dalle correnti d’aria.
La pianta vegeta meglio in un terreno ricco ed in ambiente umido. Uno strato di argilla espansa bagnata sotto il vaso contribuisce a mantenere umido l’ambiente circostante. L’annaffiatura deve essere frequente nel periodo vegetatitivo, limitata nel periodo invernale, come pure la concimazione. Se necessario, la pianta va rinvasata in primavera, con l’avvertenza di utilizzare un contenitore poco più grande del precedente.
La propagazione può essere effettuata anche per talee, oltre che per seme.
I parassiti più comuni che possono danneggiare la pianta sono le cocciniglie, gli afidi, il ragnetto rosso, i nematodi ed alcuni funghi che determinano aree secche delle foglie.

Le felci

Le felci sono molto diffuse come piante d’appartamento per la loro adattabilità anche ad ambienti moderatamente illuminati.
Delle circa 10.000 specie esistenti, le più diffuse per appartamento appartengono alla famiglia delle Polypodiaceae.
Tra le specie più commercializzate sono da ricordare: Nephrolepis exaitata, dalla chioma voluminosa con fronde che possono raggiungere oltre m. 1,50 di lunghezza, fronde larghe alla base che vanno sempre restringendosi per finire a punta e sono formate da tante foglioline alternate; Adiantum capillus veneris, comunemente chiamato Capelvenere, è una bella felce con lunghi steli molto scuri e filiformi dai quali partono delicate foglie a forma di ventaglio, finemente dentate. Non è una pianta facile da coltivare perché risente molto delle condizioni ambientali ed in particolare delle variazioni di umidità nell’aria; l’Asplenium nidus è una felce tropicale abbastanza diffusa, con eleganti foglie intere, lucide, color verde tenero e molto lucenti, che si espandono verso l’alto formando un nido centrale. Durante le prime settimane le foglie giovani sono molto delicate: è quindi opportuno non toccarle e rimandare l’eventuale operazione di spolveratura a quando sono adulte. La pulizia delle foglie va fatta usando un panno inumidito leggero e non ruvido.
Le condizioni generali per una buona vegetazione delle felci sono: ambienti ombreggiati, posizioni lontane da correnti d’aria e fonti di calore. Le temperature ideali sono differenti per le numerose specie, ma in linea di massima le felci a fogliame fine, come Adiantum e Nephrolepis richiedono una temperatura notturna tra i 13″ ed i 18° C mentre le felci a fogliame più largo, ad esempio l’Aspleniwm, prediligono una temperatura notturna più elevata, tra i 15° ed i 21° C.
Durante il giorno, purché in ambienti molto umidi, le felci sopportano temperature costanti anche di 30° C, crescendo ottimamente a 24° – 26″ C. È per questo che le felci richiedono una grande umidità ed annaffiature frequenti (più rade per l’Asplenium). Qualora l’ambiente fosse troppo secco e caldo è opportuno spruzzare il fogliame. L’acqua più indicata è quella piovana fatta decantare a temperatura ambiente.
La concimazione deve essere effettuata nel periodo vegetativo, preferibilmente con concime liquido.
Per la rinvasatura va usato un composto leggero di torba e poca sabbia grossolana, garanten¬do così anche un buon drenaggio.
Per mantenere in buono stato le felci è opportuno tenere pulito il cespo centrale da foglie avvizzite od imbrunite, per evitare il propagarsi di malattie fungine. I parassiti animali che più comunemente possono infestare le felci sono gli acari (piccoli ragnetti), le cocciniglie, i nematodi o anguillule degli steli, la mosca bianca e l’oziorrinco.

Monstera deliciosa

Araceae

II Philodendron pertusum, appartiene alla famiglia delle Araceae, ed è una pianta tro¬picale originaria del Centro America. È chiamata anche Monstera deliciosa, nonostante il genere Philodendron sia botanicamente differente.
Per la facilità di coltivazione, è tra le più importanti piante verdi da appartamento. Le sue foglie, verdi e lucide, sono arrotondate con i margini profondamente incisi.
Dal fusto principale emette numerose radici aeree che, quando raggiungono una certa lunghezza, sono utili alla pianta perché l’ancorano al bastone di sostegno, assorbendo anche acqua ed elementi nutritivi; queste radici facilitano, tra l’altro, la radicazione delle talee apicali.
La Monstera richiede una buona illuminazione, ma teme l’insolazione diretta ed il caldo eccessivo. La temperatura ideale oscilla tra i 15° C del periodo invernale ed i 25° C di quello estivo.
La pianta richiede abbondanti e regolari annaffiature in primavera ed in estate, mentre durante l’inverno è sufficiente mantenere umido il terreno. Per ridurre la necessità di continue annaffiature è bene utilizzare appositi dosatori di acqua, collocati nel terriccio o nello sfagno in cima al bastone.
Nel periodo vegetativo la Monstera produce numerosi germogli e radici: è quindi opportuno concimare il terriccio ogni 20 – 30 giorni con un fertilizzante completo. Nel periodo invernale la concimazione va note¬volmente diradata. Il terreno più adatto è leggero, a base di torba e di un composto grossolano di foglie. La pianta si riproduce molto facilmente per talee di ramo o di foglia immerse in acqua o ancor meglio interrate in un substrato leggero, preferibilmente in primavera-estate. Le Monstere sono molto sensibili agli eccessi idrici, come anche la siccità, che provoca l’annerimento degli apici fogliari. I funghi possono colpire le foglie e danneggiare gravemente le radici. Tra i parassiti animali, i più comuni sono gli afidi, le cocciniglie e gli acari. L’uso di specifici fungicidi, insetticidi ed acaricidi, permette di combatterli efficacemente.
Nel momento dell’acquisto è opportuno scegliere una pianta a portamento compatto, con foglie lucenti, ben verdi e integre e controllare che le foglie nuove all’apice della pianta siano sane.

Solano ornamentale

Solanaceaé

Appartenente alla famiglia delle Solanaceae ed originario del Brasile, il Solanum capsicastrum è una elegante pianta per appartamenti e davanzali, particolarmente ornamentale. Infatti le bacche da verdi diventano gialle, arancioni, rosse durante la fase di maturazione nel periodo invernale.
Le foglie sono di colore verde cupo ed i fiori sono stellati, piccoli e bianchi o con sfumature giallo o rosa tenui. Il Solanum richiede una posizione molto luminosa. Se è tenuto in un ambiente buio perde rapidamente tutte le bacche che adornano.
La temperatura migliore per la crescita vegetativa e la produzione di bacche e compresa tra i 15° e i 22° C. Durante il periodo estivo è quindi consigliabile scegliere una posizione fresca, anche se ben in luce, all’aperto.
Nel periodo di sviluppo il Solamum va annaffiato abbondantemente a giorni alterni. Anche durante l’inverno il terriccio non va mai fatto asciugare completamente. La pianta va concimata ogni 2 – 3 settimane con un fertilizzante liquido completo. Se necessario, il rinvaso va effettuato terminata la fruttificazione, rapportando la dimensione del vaso a quella della pianta ed utilizzando un terriccio fertile. La pianta si riproduce facilmente per semi interrati in primavera.
Parassiti del Solarium possono essere gli afidi e il moscerino bianco, da eliminare tempestivamente con insetticidi specifici. Si può verificare inoltre la presenza del ragnetto rosso e di muffa grigia. Il Solanum deve essere tenuto alla portata di bambini e animali in quanto le bacche sono velenose.
Per l’acquisto vanno scelte piante con foglie fino alla base e prive di foglie gialle.

Spatìfillum

Lo Spathiphillum, originario dell’America del Sud, appartiene alla famiglia delle Aracene, ed è tra le più eleganti piante da appartamento. Le foglie sono verde scuro brillante mentre le infiorescenze sono a spata eretta bianche; queste durano sulla pianta parecchie settimane prima di sfiorire, diventando anch’esse verdi; una volta reciso favorisce lo sviluppo di nuove infiorescenze.
Lo Spathiphillum abbisogna di una buona esposizione luminosa, purché sia indiretta; vegeta bene con temperature comprese fra 15° e 25° C e lontano da correnti d’aria. In serra può fiorire tutto l’anno.
Lo Spathiphillum predilige un ambiente umido e perciò è utile usare un sottovaso dove sia stato disposto uno strato di ghiaietta costantemente bagnata.
Le annaffiature devono essere moderate, ma con l’avvertenza di non far mai asciugare completamente il terriccio del vaso.
Ogni due o tre settimane è consigliabile somministrare un fertilizzante mentre durante l’inverno bisogna diradare le concimazioni. In primavera la pianta va rinvasata utilizzando un composto a base di terriccio ricco e un vaso con buon drenaggio. Durante il rinvaso si può propagare la pianta dividendo delicatamente i cespi. La riproduzione per seme è più diffìcilmente attuabile.
I parassiti più comuni in questa pianta sono la muffa grigia, gli afidi, la cocciniglia bianca; gravi danni può provocare il ragnetto rosso, favorito da un ambiente caldo e secco. L’intervento tempestivo con antiparassitari specifici, utilizzati come indicato dalle aziende produttrici, permette di controllare efficacemente questi parassiti.