Vini d’ Italia / Sardegna



Campidano di Terralba o Terralba

Vino rosso di colore rubino; profumo vinoso; sapore asciutto. Grad. 11,5°. Per essere immesso al consumo il vino deve stagionare fino al 31 marzo successivo all’anno di vendemmia.
La zona di produzione interessa alcuni comuni in provincia di Cagliari e Oristano.
Vitigni: per almeno 80% Bovale e per un massimo del 20% Pascale di Cagliari, Greco nero, Monica. Come servirlo: a 16-18 °C con carni ai ferri, formaggi locali a pasta dura, da tutto pasto.

Cannonau di Sardegna Oliena o Nepente di Oliena e Capo Ferrato

Di colore rubino più o meno chiaro; profumo caratteristico e gradevole; gusto variabile dal secco all’abboccato, sapido, caratteristico, con retrogusto di resina. Grad. 13,5°. Invecchiamento obbligatorio 1 anno. Alla denominazione sono ammesse diverse qualifiche. Viene definito “Superiore naturalmente secco” se il vino ha sopportato un invecchiamento di almeno 2 anni e presenta il 15% di alcol svolto;
“Superiore naturalmente amabile” se ha sopportato un invecchiamento di almeno 2 anni e ha un contenuto di 14% di alcol svolto; “Superiore naturalmente dolce”, se ha sopportato un invecchiamento di almeno 2 anni in botti di rovere o castagno e ha un contenuto di 13% di alcol svolto. Inoltre ogni qualifica non può superare un determinato contenuto di zuccheri espresso in g/l.
Con la fermentazione in bianco, si ottiene un Cannonau di Sardegna rosato. Nel caso in cui il Cannonau di Sardegna rosso sopporti un invecchiamento di almeno 3 anni, può fregiarsi della qualifica “Riserva”. Presente anche nella denominazione Liquoroso (secco o dolce naturale). Presente anche nelle denominazioni “liquoroso secco” con grad. svolta del 18% e un massimo di zuccheri di 10 g/l; e “liquoroso naturale” con grad. svolta del 16% e un massimo di zuccheri di 10 g/1; ambedue devono sopportare un invecchiamento minimo di 2 anni. La zona di produzione interessa il territorio della Sardegna ma, in ultima, il Cannonau di Sardegna può recare le sottodenominazioni: “Oliena” o “Nepente di Oliena” e “Capo Ferrato” a seconda delle sottozone in cui viene prodotto. Vitigni: per un minimo del 90% Cannonau e per un massimo del 10% Bovale grande e sardo, Carignano, Pascale di Cagliari, Monica e Vernaccia di San Gimignano.
Come servirlo: eccellente vino, simbolo enologico dell’isola, il secco ben si sposa a 18-20 °C con cinghiale, arrosti di selvaggina, carni rosse, formaggi a pasta piccante, piatti tipici della zona – stappare la bottiglia un paio d’ore prima di mescere. Il dolce e i liquorosi s’addicono ai dessert.

Garignano del Sulcis

Rosso; Rosato. Di colore rubino o rosato; profumo vinoso, più o meno intenso; gusto secco. Grad. 11,5°. Il rosso se invecchiato almeno 1 anno può fregiarsi della qualifica “Invecchiato”; il rosato può essere anche “Frizzante”. La zona di produzione interessa alcuni comuni
in provincia di Cagliari. Vitigni: per un minimo di 85% Carignano e per un massimo del 15% sono ammessi Monica, Alicante Bouschet e Pascale di Cagliari. Come servirli: a 16-20 “C come vini da tutto pasto. Il primo meglio s’addice alle carni; il secondo ben si sposa con pesce in umido, formaggi locali, minestre, salumi.

Malvasia di Bosa

Bianco il cui colore a seconda dei tipi varia dal giallo paglierino al dorato; profumo delicato, intenso; gusto variabile dal dolce al secco. Presente nei tipi “dolce naturale-secco” o “dry” e “liquoroso dolce naturale”, “liquoroso secco o dry”. Grad. rispettivamente di 15° e di 17,5°. Qualsiasi sia il tipo, prima di essere immesso al consumo deve sopportare un invecchiamento minimo di almeno 2 anni. La zona di produzione interessa alcuni comuni in provincia di Nuoro e un comune in provincia di Oristano.
Vitigno: per un minimo iel 95% Malvasia di Sardegna.
Come servirlo: con i dessert il tipo dolce e i liquorosi; con pesce il secco.

Malvasia di Cagliari

Bianco di colore variabile dal giallo paglierino al dorato a seconda del tipo; profumo caratteri-stico, intenso e delicato; gusto variabile dal dolce al secco con fondo di mandorle tostate. Presente nei tipi “dolce naturale-secco” o “dry” e “liquoroso dolce naturale”, “liquoroso secco” o “dry”. Grad. rispettivamente di 14° e di 17,5°. L’affinamento obbligatorio della Malvasia di Cagliari è di 9 mesi; il tipo con invecchiamento di almeno 2 anni può fregiarsi della qualifica “Riserva”.
La zona di produzione interessa le province dì Cagliari e Oristano. Vitigno: per almeno il 95% Malvasia di Sardegna.
Come servirlo: con i dessert il tipo dolce e i liquorosi; con il pesce il tipo secco.

Monica di Cagliari

Di colore delicato tendente all’aranciato con l’ invecchiamento; profumo intenso, delicato; gusto gradevole, morbido, vellutato. Grad. 14,5° nel tipo “dolce naturale” e 14° nel “secco” o “dry”. Presente anche nei tipi “liquoroso dolce naturale” e “liquoroso secco o dry” con grad. 17,5°. L’affinamento obbligatorio è 9 mesi, che diventano 2 anni per i liquorosi che si fregiano della qualifica “Riserva”.
La zona di produzione interessa il territorio della provincia di Cagliari e parte di quella di Oristano.
Vitigno: Monica di Cagliari per un minimo del 95%.
Come servirlo: a 10 °C il tipo secco da pasto, formaggi locali, piatti piccanti, selvaggina. Da dessert il tipo dolce.
Da meditazione il tipo liquoroso.