Le piante da appartamento


 

Cactus arcobaleno

Cure e segreti per preparare la fioritura delle più spettacolari cultivar di Echinopsis
Prima della fioritura, le cultivar di Echinopsis, piccolo cactus originario del Sud America, sono molto graziose, ma è con la comparsa delle corolle che diventano un vero spettacolo. «Setosi e dolcemente profumati», dice il vivaista Valentino Vallicelli,

di ANISSIA BECERRA  DA  Mensile Gardenia

DOVE SI TROVA

VIVAIO CACTUS ART: Castiglione di Ravenna (Ra), info@cactus-art.biz, www.cactus-art.biz (su appuntamento).

«i fiori hanno un diametro compreso tra 12 e 20 cm e possono esibire qualunque sfumatura di colore, con la sola eccezione del blu». Tra i tanti ibridatori che si sono cimentati nella creazione di cultivar di Echinopsis, star indiscussa è l’americano Bob Schick che ha creato e diffuso le più belle, dai nomi molto evocativi: ‘Gossamer’ (impalpabile garza di seta), ‘Bay Dream’ (sogno a occhi aperti), ‘Coquette’ (civetta), ‘Hot Lips’ (labbra di fuoco).

Tutte, in primavera ed estate, hanno tre o quattro cicli di fioritura e più invecchiano più fioriscono con generosità.
Da segnalare, un unico neo: questi ibridi non sono sempre facili da trovare in vendita.

NOME: cultivar e ibridi di Echinopsis, famiglia delle Cactaceae.
ORIGINE: orticola, attraverso incroci tra specie diverse di Echinopsis e alcune specie di Lobivia e Trichocereus.
FUSTO: solitamente verde intenso, ha dimensioni medie o medio-piccole e può avere forma globulare, semi-cilindrica o cilindrica; le spine possono variare da molto corte a robuste.
FIORI: presenti più volte nel corso di una stessa stagione, con l’età offrono fioriture sempre più copiose, a patto di svernare in serra fredda. I fiori rimangono aperti uno o due giorni se esposti al sole, più a lungo se la pianta viene ombreggiata.

Le sue esigenze

    • ESPOSIZIONE: in primavera ed estate, vogliono posizione ventilata in piena luce; sopra i 30 °C gradiscono una leggera protezione dal sole del primo pomeriggio.
    • TEMPERATURA: in inverno tollerano occasionalmente -5 °C (Zona 9) se tenute asciutte e al riparo dalla pioggia.
    • TERRENO: sia in vaso sia in piena terra, usare un terriccio poroso con pochissima torba, alleggerito con sabbia e pomice (in alternativa, lava, lapillo oppure pozzolana) per garantire il drenaggio.
    • INNAFFIATURE: regolari da marzo a ottobre, aspettando che il terreno si asciughi tra un’innaffiatura e l’altra; in estate bagnare anche due volte a settimana in caso di forte vento o alte temperature.
    • CONCIMAZIONI: in primavera ed estate, preferire concimi a lenta cessione, con basse percentuali di azoto e alte di potassio e fosforo per favorire la fioritura (perfetto quello per pomodori), dimezzando le dosi indicate.
    • SENSIBILITÀ AI PARASSITI: sono possibili attacchi di cocciniglie sul fusto; in tal caso, abbinare un insetticida sistemico (come Confìdor) a un prodotto specifico, anche spray, evitando l’olio bianco.
    • PROPAGAZIONE: da germogli laterali radicati.
    • Anturio

      L’Anthurium scherzerianum è una affascinante pianta d’appartamento mentre la specie Anthurium andreanum viene coltivata in serra per i grandi fiorì prodotti su lunghissimi peduncoli che li rendono particolarmente idonei per le composizioni ornamentali, come già accadeva molti secoli fa in Giappone. Il fiore vero dell’Anthurium è l’infiorescenza a «spiga» gialla avvolta da una specie di foglia colorata di rosso, bianco o rosa. Il genere Anthurium, appartenente alla famiglia delle Araceae, è originano delle zone tropicali e sub-tropicali del Sud-America, pertanto tutte le specie di Anthurium desiderano un terreno umido e ricco di sostanza organica evitando possibilmente di far rimanere la pianta senza acqua. Fioriscono per circa 8 settimane generalmente nel periodo estivo; durante il periodo in vernale, ogni 2 anni Rinvasare con terriccio ricco di torba di stagno, avendo cura di distendere le radici sul fondo del vaso cosparso di ciottoli per un miglior drenaggio idrico.

      Aralia

      La specie comunemente conosciuta come Aralia è un vistoso arbusto sempreverde, originario della Cina e del Giappone, introdotto in Europa all’inizio del 1800. Le «vere» Aralie comprendono numerose specie arbustive, alcune rustiche, altre delicate, che producono germogli spinosi e fiorì poco appariscenti riuniti in grandi pannocchie; la specie più diffusa è /Aralia elata, abbastanza resistente al freddo, della quale sono commercializzate due varietà particolarmente eleganti dal fogliame bordato di giallo: Aralia elata aureovariegata (o macchiata di bianco) e /Aralia elata variegata (o albomarginata).
      La pianta va annaffiata due volte alla settimana e concimata ogni 20 giorni; non gradisce il ristagno dell ‘acqua. Evitare. l’esposizione solare diretta. In inverno nebulizzare le foglie con acqua.

      Azalea

      L’ Azalea indica, comunemente coltivata in vaso, è un arbusto sempreverde, originario della Cina, dal quale sono stati selezionati nel tempo nuove varietà dai fiorì doppi e dai colori più svariati (tranne il giallo, caratteristico della Azalea mollis, specie coltivata in giardino). Purtroppo gli esemplari attuali, comunemente venduti nel periodo natalizio, sono trattati come piante «usa e getta» poiché dopo la fioritura vengono lasciati morire. Eppure, seguendo poche ma essenziali regole, è possibile mantenerle in vita per moltissimi anni. Appena entrata in casa, l’Azalea deve essere immersa in acqua per alcune ore; successivamente si lascia sgrondare e la si pone nell ‘angolo più fresco di casa. Al termine della fioritura si sposta l’Azalea in un luogo fresco, abituandola gradatamente al cambio di temperatura. La pianta ha bisogno di frequenti irrigazioni associate a costanti somministrazioni di concime specifico per piante acidofile. Gradisce l’esposizione al sole che consente all’azalea di regalare fiorì con colori bellissimi.
      Begonie appartengono ad un genere botanico ricchissimo di specie molto diverse fra loro: molte di queste vengono coltivate in giardino, in vaso o in appartamento a seconda delle esigenze. Le Begonie si suddividono in 3 grandi gruppi in base al tipo di apparato radicale. Le tuberose sono caratterizzate da tuberi chiamati comunemente «patate» che vanno piantati in terra all’inizio della primavera e tolti in autunno. Sono piante molto fiorifere e generosissime. Le Begonie a radici fascicolate, gruppo a cui appartiene la specie “Begonia semperflorens” sono molto diffuso nei giardini per la formazione di aiuole colorate grazie alla loro ampia adattabilità alle varie condizioni di luce. Infine le Begonie a radici rizomatose, sono particolarmente adatte alla coltivazione in appartamento. Le Begonie prediligono una luminosità diffusa. Il substrato deve sempre essere semplice. Gli apporti idrici frequenti in primavera -estate, si diradano in inverno. Per la loro coltivazione in generale tutte le Begonie necessitano di substrati leggeri e permeabili che vanno irrigati frequentemente avendo cura, durante questa operazione, di non bagnare le foglie.

      Bilbergia

      Il genere Aechmea comunemente chiamato Bilbergia appartiene alla famiglia delle Bromeliacee e comprende un vasto numero di specie originarie delle foreste tropicali dell’America meridionale. Molte specie, fra le quali /Aechmea fasciata, sono epifite, cioè vivono arrampicate sugli alberi trattenute dalle radici. Le foglie, disposte a rosetta, raccolgono l’acqua piovana che contiene piccole quantità di elementi nutritivi e di gas disciolti. La fioritura allo stato spontaneo inizia in agosto mentre nelle produzioni forzate si verifica tutto l’anno secondo la programmazione effettuata dal produttore in considerazione delle esigenze di mercato. Dopo la fioritura la pianta madre muore e forma alla base nuovi polloni che la sostituiranno ma che saranno in grado di fiorire solo se subiranno particolari trattamenti. In casa si può provare ad indurre la fioritura sui getti, già adulti, coprendoli con un sacchetto di plastica contenente una mela. Il substrato di coltivazione deve garantire all’apparato radicale una buona ossigenazione, evitando fenomeni di costipazione. Per l’irrigazione è importante usare acqua priva di calcare.

      Calla

      La famosa Calla è una pianta rizomatosa, dalle belle foglie e dalle infiorescenze vistose, originaria delle zone paludose del Sud-Africa. Esistono in commercio molti ibridi, spesso più piccoli e compatti, con una ampia gamma di colori.
      Richiede una illuminazione piena e sopporta anche il sole purché non sia quello di mezzogiorno; se la temperature è elevata e la posizione soleggiata è necessario somministrare acqua quotidianamente. Dopo la fioritura però è necessario diminuire gradualmente fino a sospenderla completamente. La Calla infatti richiede un periodo di riposo vegetativo; in precedenza perde tutte le foglie per cui rimane soltanto il rizoma sotterraneo che è molto suscettibile all’umidità.

      Clivia

      La Clivia miniata appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae ed è originaria del Sudafrica. È stata importata in Inghilterra alla metà dell’8OO e ben presto incrociata con altre due specie di Clivia sempre originarie del Sudafrica ma caratterizzate da infiorescenze diverse. Si sono così ottenute le varietà coltivate attualmente, caratterizzate da grandi fiori a forma di tromba. Per molti anni è stata una popolare pianta d’appartamento grazie alle sue foglie verde scuro e carnose e ai fiorì arancioni, riuniti in una infiorescenza portata da un lungo stelo, che appaiono al centro della pianta all’inizio della primavera. Per poter fiorire la pianta necessita di un periodo di riposo all’inizio dell’inverno, durante il quale non si deve somministrare acqua. Si riproduce lentamente formando nuovi cespi alla base della pianta madre; in questo modo, una pianta vecchia può portare contemporaneamente numerosi ombrelli fioriti.

      Croton

      Il Croton è una delle piante da interno più variopinte e difficili da coltivare poiché necessita grande costanza di tutti gli elementi climatici: luce intensa, buona umidità atmosferica ed elevata temperatura, lì rispetto di queste condizioni ne garantiscono la sopravvivenza e la particolare colorazione giallo-arancio. Da pochi anni a questa parte si stanno diffondendo altre specie caratterizzate da fogliame curioso, spesso finemente frastagliato e con screziature diverse da quelle della specie più nota. Provengono quasi tutte dall’Oriente, ed in prevalenza da Malesia e India. È una pianta molto delicata ed un eccesso di acqua nel terreno le può essere fatale, come pure mal sopporta correnti d’aria o aria troppo asciutta.Al di sotto dei 16 ‘ C perde inevitabilmente le foglie nella stagione invernale.
      Necessita di potatura in primavera prima della ripresa vegetativa.

      Dieffenbachia

      Il gruppo delle Dieffenbachie appartiene alla famiglia delle Araceae ed è originario dei Sud-America. Le numerose varietà presenti in commercio derivano prevalentemente dalle selezioni di Dieffenbachia maculata. Queste piante sono caratterizzate da un fusto erbaceo che si ingrossa rapidamente e da un grande vigore vegetativo; però presentano il difetto di spogliarsi alla base. Per ovviare a questo inconveniente si è cercato di ottenere varietà dal comportamento più compatto e di taglia più ridotta. È importante tenere presente che il latice emesso dalle ferite è irritante e velenoso per cui bisogna evitare che venga a contatto con le mucose. E necessario utilizzare terricci soffici, ben arenati, senza ristagni in quanto sono piante facilmente soggette a malattie funginee (marciumi). Prediligono una illuminazione diffusa. Temono l’eccesso di umidità in inverno, mentre devono essere spruzzate con acqua di frequente nel periodo primavera-estate.

      Dracena

      Numerose sono le specie di Dracaena coltivate in vaso. Una delle specie più conosciute è la Dracaena fragrans varietà «massangeana», nota anche con il nome di tronchetto della felicità; il fusto è spoglio, legnoso e porta alla sommità un ciuffo di foglie verde scuro o variegate ai margini. Spesso con la definizione di tronchetto della felicità si designano anche le piante di Yucca, che si differenziano con facilità dalle Dracaene poiché possiedono foglie a forma di lancia, erette ed appuntite. Il loro nome scientifico deriva dal greco che indica un drago femmina. Le Dracaene prediligono la luce, ma non il sole diretto. L’irrigazione va fatta ogni 15 giorni in primavera-estate . Durante la crescita concimare 2 volte la mese. Occorre diradare le foglie in inverno.
      Se ben coltivate, le Dracaene producono alla fine dell’inverno-inizio primavera una infiorescenza bianca, molto vistosa e profumatissima.

      Felci

      Le delicate fronde delle Felci arredano con grande eleganza e personalità gli angoli più ombrosi degli appartamenti, dei terrazzi e dei giardini. Ne esistono 6000 specie di cui circa 2000 sono adattabili alla coltivazione in casa. In Italia se ne trovano molte di spontanee in grado di «inselvatichirsi» nei luoghi più freschi dei giardini. In casa le più coltivate sono il Capelvenere, la Felce a Nido d’uccello, il Polystichum falcatum, la Nefrolepide, la felce a Corna d’alce e la Pteris eretica. Le Felci sono le uniche piante d’appartamento che non fioriscono per loro “costituzione “; non necessitano di molta luce per vivere ed il colore verde intenso, chele caratterizza solitamente, le aiuta a sfruttare pienamente qualsiasi tipo di illuminazione. Le Felci sono molto esigenti per quanto riguarda la disponibilità idrica del terreno e l’umidità dell’aria. È opportuno nebulizzare con acqua non calcarea le parti verdi per ridurre la disidratazione, specialmente in estate.

      Ficus

      La famiglia delle Moraceae comprende numerosissime specie molto conosciute sia per le qualità ornamentali che alimentari; infatti il fico da frutto (Ficus carica) è un parente dei bellissimi Ficus che arredano gli appartamenti. II più popolare fra questi è certamente// Ficus elastica che nel luogo originario, l’India, raggiunge anche i 30 m di altezza. Negli ultimi anni la sua diffusione va un po’ scemando a favore del Ficus benjamina, dalle piccole foglie lucenti. Un Ficus particolarmente ornamentale è il Ficus lyrata (o pandurata) grazie alle caratteristiche grandi foglie curiose, verde scuro, che si allargano ali ‘apice assumendo una forma simile ad uno strumento a corde: può diventare rapidamente ingombrante, anche allo stadio giovanile, ed è quindi adatto ad ambienti molto ampi. Infine il Ficus repens (o pumila) cresce rapidamente arrampicandosi sulle pareti o ricadendo. Può essere coltivato all’aperto nelle zone a clima più mite come il Ficus elastica. In generale queste piante amano le temperature elevate (tranne il Ficus elastica) ma bisogna garantire loro anche una buona umidificazione dell’aria.

      Filodendro

      Al genere Philodendron appartengono i bellissimi rampicanti sempreverdi originali del Sud America coltivati da molti anni in Italia. Ora sono facilmente reperìbili sul mercato anche numerose specie arbustive, cioè che non necessitano di sostegni, caratterizzate da foglie molto ampie, talora rossastre o con riflessi ramati, cuoriformi o dal margine fortemente inciso. Nel loro ambiente originario possono superare i 3-4 m di altezza; in appartamento invece riescono a raggiungere i 2 m o anche più se debitamente coltivale. Talora riescono anche a fiorire ma la bellezza dei fiorì è insignificante rispetto a quella del fogliame. Sono fra le piante più facili da conservare in casa e consigliabili per i principianti. Molte specie tollerano bene sia condizioni di scarsa luminosità che ambienti con aria viziata. Necessitano in genere di un terriccio ricco di sostanza organica. Non sopportano la luce solare diretta, ma gradiscono una illuminazione diffusa. Vivono bene in ambienti umidi, quindi è consigliabile vaporizzare acqua sulle foglie. Frequenti innaffiature sono ideali.

      Fucsia

      Orìginarìe dell’America centrale e meridionale le Fuchsie sono un grande gruppo di arbusti coltivati per i fiori a portamento pendulo. Nelle case sono più frequentemente diffuse le specie a fiore piccolo ma ne esistono moltissime dai grandi fiorì colorati, idonee alla coltivazione in giardino, purché riparate nel perìodo invernale, al quale corrisponde un perìodo di riposo vegetativo. In questo periodo le piante devono essere collocate in un ambiente fresco e luminoso e lasciate in substrato quasi asciutto. Le Fuchsie amano rimanere in piena aria e piena luce, senza avere elevate temperature. È ideale la nebulizzazione 2 volte al giorno.

      Kentia

      Con il nome di Kentia si designano due specie di palme mollo eleganti e conosciutissime da molto tempo: la Howea forsteriana e la Howea belmoreana. Sono entrambe originarie dell’isola Lord Howe, fra la Nuova Zelanda e l’Australia, unica località ove è in grado di fruttificare. Molto tolleranti alle varie condizioni di luce, richiedono pochissime cure. Entrambe possono raggiungere in appartamento l’altezza di 5 metri ma la Howea forsteriana, nel suo ambiente originario, può raggiungere i 15 metri. La Howea belmoreana è stretta e slanciata e presenta steli normalmente sfumati di colore rossiccio; gli steli della Howea forsteriana, invece, pian piano si incurvano diventando orizzontali ed è questa caratteristica che le consente di ampliarsi in larghezza fino a 2.5 metri. Vive bene se esposta alla luce diffusa, ma gradisce almeno due ore al giorno di sole diretto. L’irrigazione va effettuata ogni due giorni.

      Maranta

      La Maranta leuconera e la Maranta bicolor sono le specie coltivate in casa appartenenti al genere Maranta: sono originarie rispettivamente del Brasile e delle zone tropicali dell’Africa. Entrambe sempreverdi e cespugliose, presentano foglie variamente colorate e fortemente incise, quasi come se fossero dipinte a mano. Hanno la caratteristica di chiudere le foglie quando la luminosità ambientale è elevata, per poi distenderle quando diminuisce; questa particolarità naturale le rende adatte alla coltivazione negli angoli più in ombra degli appartamenti dove non vivono altre specie da fiore o con fogliame brillantemente colorato. Data l’origine tropicale, è una pianta che richiede sia molta umidità atmosferica, soprattutto nei periodi di elevata temperatura, che un terriccio sempre umido. Va concimato una volta ogni 2 settimane per assicurare la spinta vegetativa.

      Papiro

      i Papiri comunemente coltivati in casa appartengono al genere Cyperus: se ne conoscono molte varietà diverse fra loro per altezza e provenienza. Spicca per le grandi dimensioni il Cyperus papyrus proveniente dall’Egitto, provvisto di foglioline molto strette, poco appariscenti; può raggiungere anche i due metri di altezza e gli steli possono essere di 8 cm di diametro. Aggraziato ed elegante il diffusissimo Cyperus alternifolius difficilmente supera i 60 cm di altezza: proviene dal Madagascar ed è particolarmente ornamentale la varietà «variegatus» striata di bianco-crema sulle foglie e sui I usti. I Papiri sono piante facili da coltivare purché vengano rigorosamente rispettate le loro esigerne idriche; essendo piante di palude necessitano di terreno sempre umido o, ancor meglio, con un sottovaso piuttosto ampio sempre riempito di acqua. Quando le infiorescenze sono ben mature, si moltiplica con facilità tagliando uno stelo a circa 10 cm dal gruppo di foglie; si tagliano le foglie a metà della loro lunghezza e si pongono «a testa in giù» in un bicchiere d’acqua. Nel giro di poche settimane, nei punti di inserzione delle foglie sullo stelo, compariranno nuovi germogli che potranno essere posti in terra.

      Peperomia

      Le Pepemmie sono piccole piante dalle foglie a consistenza coriacea assimilabili quasi a quelle delle succulente. Il gruppo comprende numerose specie provenienti dall’America Meridionale. La più comune è la Peperomia mangoliaefolia, alta circa 30 cm e leggermente ricadente a formare un piccolo cuscino. La specie tipica produce foglie carnose di un bel verde intenso e brillante, ma è più diffusa la varietà «variegata»; in entrambe i piccoli fusti assumono un bel colore rosso nelle fasi giovanili, per diventare verdi a macchie rossastre nella maturità. Altra specie diffusa è la Peperomia caperata che nulla sembra avere in comune con la specie precedente: è provvista di foglioline cordate e profondamente corrugate, lunghe circa 4cme di un verde molto cupo. Malgrado l’apparenza detesta la luce diretta. In estate occorre irrigarla una volta alla settimana, evitando il ristagno d’acqua che potrebbe provocare l’insorgere di malattie fungine.

      Pothos

      Con il nome comune di Pathos si intendono alcune specie sempreverdi appartenenti al genere Scindapsus; le più diffuse sono le Scindapsus aureus, con le loro numerosissime varietà ottenute dagli ibridatorì, e le S. pictus. Non è corretto allevarli come ricadenti poiché le foglie tendono a rimpicciolirsi.
      Entrambe le specie richiedono un terrìccio leggermele acido. Non teme le elevate temperature estive, ma non gradisce il sole diretto. Ogni irrigazione deve essere abbondante ma si deve lasciare che il terreno si asciughi prima di somministrarne ancora. Nel periodo in vernale è necessario diradare le irrigazioni e proseguire con le nebulizzazioni. Teme le correnti d’aria fredde e reagisce negativamente ad un ambiente in cui la luminosità è scarsa.

      Saintpaulia

      La Saintpaulia jonantha o Violetta africana deve il suo nome comune alla zona di origine (Africa centrale) ma non è assolutamente parente delle Viole nastrane. La Saintpaulia vive bene nei vasi, o ancor meglio nelle ciotole, di piccole dimensioni, riempite con terriccio soffice, privo di calcare e ricco di torba. Non tollera assolutamente gli sbalzi di temperatura, le correnti d’aria, il sole diretto ed il ristagno ìdrico. Ogni annaffiatura deve essere abbondante ma si deve attendere che il terriccio si asciughi prima di somministrare ancora acqua. È una pianta molto esigente in relazione alle sostanze nutritive tanto che richiede concimazioni settimanali nel periodo primaverile-estivo e quindicinali in autunno-inverno. Durante le somministrazioni di acqua o di concime si deve lare attenzione a non bagnare le foglie ma, nonostante questo, la Saintpaulia gradisce una elevata umidità atmosferica. Nel corso dell’anno è importante rimuovere fiori e foglie appassite avendo cura di non lasciare monconi suscettìbili di attacchi da marciume. Le foglie hanno la particolarità di emettere le radici se asportate con il picciolo (3-4 cm) e poste in un terriccio leggero misto a sabbia mantenuto sempre leggermente inumidito.

      Sanseveria

      La Sanseveria è una delle piante d’appartamento più facili da coltivare e molto adattabili a tutti gli ambienti. Appartiene alla famiglia delle Agavaceae e teme /’eccesso di acqua che ne farebbe marcire il grosso e robusto rizoma. È facile moltipllcarla per talea fogliare ma occorre tenere presente che le varietà con margine giallo o chiaro emetteranno solo getti completamente verdi uguali alla specie tipo.
      Le Sanseverie prosperano bene sia in pieno sole, purché non ricevano quello cocente di mezzogiorno, che in penombra; in quest’ultimo caso però le piante sono più deboli. La temperatura di coltivazione oscilla fra i 24 ‘C estivi ai 15’ invernali. Le cure che la Sanseveria richiede sono veramente poche: irrigazione quindicinale estiva (più sporadica in inverno). E opportuno pulire spesso le foglie con un pezzetto di tela inumidito.

      Stella di Natale

      La Poinsettia (Euphorbia Pulcherrima), è conosciuta come Stella di Natale. Presenta fiori poco appariscenti, gialli e circondati da brattee (foglie trasformate) che, in condizioni di adeguata luminosità e temperatura, diventano di quel bel rosso brillante che tutti conosciamo. In casa, l’Euphorbia può essere collocata davanti alla finestra più illuminata poiché si avvantaggia del sole, anche diretto. Man mano che perde le foglie e le brattee, diradare le irrigazioni e portarla in un ambiente più fresco e buio. Alla fine dell’inverno, si colloca in terrazza in una posizione ben illuminata ma non soleggiata. In aprile potarla con decisione accorciando gli steli che hanno fiorito fino a 10 cm dalla base e tenendola un po’ asciutta. In maggio, alla ripresa vegetativa, ricominciare con irrigazioni e con ferìilizzazioni settimanali. Fino a settembre può essere coltivata all’aperto, purché non al sole diretto; poi deve essere riportata in casa e posta in un angolo completamente buio ricoperta con un telo nero dalla sera fino alla mattina per 14 ore consecutive almeno. Durante le altre ore diurne deve ricevere la luce piena. In questo periodo non eccedere con le irrigazioni e sospendere le concimazioni. Se le indicazioni date sono state seguite con attenzione, a Natale la pianta presenterà moltissime brattee colorate.

      Yucca

      La Yucca è una pianta di facile coltivazione in casa e fornisce grandi soddisfazioni anche in giardino o sul balcone. Produce in estate splendide infiorescenze che sono caratterizzate da lunghe foglie scure, a forma di spada, erette ed appuntite. Di frequente viene allevata a tronchetto perciò condivide con le Dracaene la definizione di tronchetto della felicità.
      La Yucca è una pianta molto pesante, quindi è consigliabile, rinvasarla ogni l-2 anni, non tanto per le esigenze radicali di spazio, bensì per evitare che si rovesci. Richiede esposizione soleggiata ma è meglio evitarle il sole di mezzogiorno. Nel perìodo invernale la temperatura può scendere gradatamente fino a 10’C, ma soffre molto gli sbalzi termici continui. Alle temperature più basse devono comunque corrispondere regimi idrici altrettanto esigui. Invece nel periodo estivo si avvantaggia di abbondanti e frequenti irrigazioni.