PIANTE ARBUSTIVE VERDI E FIORITE


Agrifoglio

L’Ilex o Agrifoglio appartiene ad un genere comprendente alberi ed arbusti sempreverdi o a foglia caduca. La specie più comune è /llex aquifoliurn, originario dell’Europa e reperibile allo stato spontaneo anche in Italia. Un ‘altra specie molto diffusa è /Ilex altaclarensis, di origine orticola. I fiori maschili ed i fiori femminili di entrambe le specie, sono spesso portati da due piante diverse; quindi per ottenere la magnifica produzione invernale di frutti è indispensabile coltivare le due piante vicine. L’Agrifoglio è utilizzato nei giardini sia per la formazione di siepi impenetrabili, sempreverdi, sia come esemplare isolato. La piantagione avviene all’inizio della primavera o in ottobre: si devono preparare buche molto ampie, a cui aggiungere un pò ‘ di torba e del concime organico. E indispensabile utilizzare piante molto giovani, poiché non è molto resistente ai trapianti. Annualmente è opportuno potare per favorire l’emissione di getti basali ed impedire alla pianta di assumere la forma ad albero. La pianta predilige terreni freschi, fertili e un po’ acidi, sia al sole che in ombra.

Biancospino

Il Crataegus oxyacantha, chiamato comunemente biancospino, è un arbusto alto 2-8 metri, che appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Sia il Crataegus oxy-canthadie//Crataegus monogyna sono originar! dell’Europa ed in particolare dell’Italia, molto utilizzati in passato per la formazione di siepi miste di confine in campagna; le foglie sono decidue, spesso i rami sono spinosi e la bellissima fioritura primaverile è bianca. Gli esemplari molto vecchi sono molto belli da utilizzare come piante isolate; spesso vengono utilizzati per formare siepi formali o libere. Sono molte le varietà derivate dalle due specie originarie: alcune di queste hanno una fioritura rosa o scarlatta. Si effettua la piantagione in autunno o in primavera predisponendo una buca ben arenata contenente terriccio fertile e concime organico. Per la formazione di siepi impenetrabili, è necessario ricorrere alla potatura, da effettuarsi dopo la fioritura dal mese di luglio in avanti. Sono particolarmente adatte alla formazione di alberelli molto ornamentali le varietà rosa e scarlatte: in questo caso si lascia crescere liberamente la pianta. Il Biancospino si adatta a qualunque tipo di terreno, tollera l’ombra ma predilige una posizione soleggiata

Bouganvillea

La Bouganvillea diffusa in tutta la costa italiana è un  arbusto cespuglioso rampicante originario del Brasile. I veri fiori della Bouganvillea sono insignificanti, di color bianco-crema, ma circondati da foglie trasformate (brattee), di consistenza cartacea ed intensamente colorate. Una delle varietà più diffuse e meno delicate è la Bouganvillea glabra «sanderiana» di colore viola. Può essere coltivata in giardino o sui balconi in vaso: nei climi più aridi è indispensabile proteggerla nel periodo invernale. Richiede il sostegno di tutori: quindi è opportuno predispodi al momento dell’impianto. La piantagione può essere effettuata in febbraio-marzo, predisponendo sul fondo delle buche terrìccio leggermente sabbioso. Si effettua la potatura all’inizio della primavera sulle piante giovani per stimolare l’emissione di vigorosi germogli basali; negli anni successivi si effettuano potature di contenimento. Durante il periodo estivo richiedono frequenti irrigazioni e la somministrazione settimanale di fertilizzanti.

Camelia

Il genere Camelia comprende circa 80 specie di arbusti sempreverdi originar! dell’Asia. Appartiene alla famiglia delle Theaceae; la Camelia sinensis è la pianta dalle cui foglie si ottiene il thè. La Camelia più diffusa in Italia è la Camelia japonica, un piccolo albero che cresce lentamente fino a raggiungere i 3-4 metri di altezza. E sensibile al freddo, quindi non è coltivabile al Nord se non in posizioni particolarmente riparate dai venti freddi; è opportuno ripararla anche dai forti venti estivi, caldi ed asciutti. Le Camelie prosperano nei terreni silicei, freschi e leggermente acidi; non tollerano il calcare. La piantagione può avvenire nel periodo autunnale o dopo la fioritura in primavera. In que-st ‘ultimo periodo si può effettuare la potatura per eliminare i rami secchi; può risultare utile una leggera potatura negli esemplari più giovani.

Forsizia

Il genere Forsythia appartiene alla famiglia delle Olea-ceae e comprende 7 specie di arbusti a foglie caduche. Sono numerosissimi gli ibridi utilizzati nei giardini per la formazione di bordure e siepi da schermo, ma il loro portamento è talmente aggraziato che possono essere utilizzati anche come esemplari isolati. Le specie più diffuse sono la Forsizia ovata, la Forsizia viridissima e la Forsizia suspensa; oltre a queste esiste anche la Forsizia intermedia che è una specie di orìgine orticola. La fioritura è molto anticipata, spesso a marzo-aprile, di colore giallo vivo ed a vviene prima della comparsa delle foglie. Sia gli ibridi che le specie so-no molto robusti e tollerano anche le poco idonee condizioni ambientali cittadine. Le Forsizie crescono bene in qualunque tipo di terreno; preferiscono posizioni solo parzialmente soleggiate. Per la formazione di siepi, si effettua la piantagione nei mesi autunnali distanziando le giovani piante, alte 40-60 cm, di 50 cm. Subito dopo la piantagione si potano drasticamente di un terzo e, successivamente, si cimano i giovani germogli per aumentare la ramificazione. In generale si potano dopo la fioritura per asportare parte dei rami fioriti e quelli secchi e per mantenere una forma compatta. Se lo spazio attorno è sufficiente, si presta anche alla forma libera, non potata.

Gardenia

Il genere Gardenia appartiene alla famiglia delle Rubiaceae e comprende 250 specie di piante arbustive, spesso sempreverdi. Le specie più comunemente presenti in Italia sono la Gardenia jasminioides, originaria della Cina, e la Gardenia grandiflora, originaria dell’Indocina. La prima è di taglia inferiore alla seconda.
Le Gardenie possono vivere ali aperto solo nelle regioni a clima mite, su terreno fertile e ben arenato, leggermele acido, privo di calcare. Nelle regioni a clima più freddo, le Gardenie vanno coltivate in vaso per poterle riparare dai primi giorni del mese di ottobre fino ad aprile avanzato. In casa, durante l’inverno, può soffrire dell’eccessiva temperatura e del clima asciutto; è opportuno collocarle in un angolo fresco e ben illuminato. Necessitano di irrigazioni durante tutto l’anno, ma a piccole dosi. Dalla primavera fino a ottobre richiede la somministrazione di concime organico e minerale ogni I5 giorni.

Gelsomino

Il genere Jasminum appartiene alla famiglia delle Oleaceae e comprende 300 specie di arbusti e rampicanti. Alcune specie sono sempreverdi ed altre a foglia caduca, talune rustiche ed altre delicate. Frequentemente sono prò-fumate, tanto da essere coltivate per la produzione di essenze. Le specie più diffuse sono: Jasminum grandiflorum, chiamato gelsomino di Spagna, ]asminum nudiflorum, l’unico a fioritura gialla, chiamato gelsomino di San Giuseppe, e Jasminum officinale denominato Gelsomino bianco. Sono tutte specie originarie dell’Asia; la prima è molto delicata, il Gelsomino giallo può essere coltivato all’aperto in tutte le regioni italiane, mentre il gelsomino bianco, pur essendo vigoroso e robusto, richiede una protezione invernale nei climi più rigidi. Sono specie che amano il sole purché si assicuri un corretto apporto idrico. Hanno necessità di un substrato privo di calcare e sempre ben arenato. Una buona concimazione Mandata in primavera favorisce la fioritura anche per l’anno successivo. Eventuali potature di contenimento devono essere effettuate subito dopo la fioritura.

Ibisco

Il genere Hibiscus comprende XX) specie di piante molto diverse fra loro: erbacee, arboree o arbustive, possono essere annuali o perenni, sempreverdi o a foglia caduca. Entra in piena fioritura sul finire dell’estate fino all’autunno inoltrato. Per le piantagioni è opportuno scegliere le piante più giovani poiché gli esemplari adulti attecchiscono con difficoltà. Richiedono frequenti irrigazioni e concimazioni ogni due settimane. Fra le malattie derivanti da vegetali la più diffusa è la maculatura fogliare, provocata da funghi, che si manifesta con macchie brune e secche sulle foglie; appena compaiono tali alterazioni è indispensabile distribuire un prodotto anticrittogamico. I parassiti animali sono più numerosi; si possono ricordare infatti gli afidi, le cocciniglie, gli aleurodidi ed i ragnetti rossi. Trattamenti con insetticidi sono opportuni per controllare le infestazioni.

Ligustro

Il Ligustro è un genere comprendente 45 specie di arbusti ed alberi appartenente alla famiglia delle Oleaceae. L’epoca di piantagione va dalla fine dell’autunno all’inizio della primavera. Il Ligustro può essere piantato in qualsiasi terreno, al sole o in ombra. Se il suolo è molto povero deve però essere arricchito con concime organico. Numerosi miceli colpiscono il Ligustro; a seconda della specie del parassita possono comparire: ingiallimenti diffusi della chioma accompagnati da imbrunimento del legno, macchie brunastre sul fogliame, macchie gialle contornate da un alone rosso, varie alterazioni del legno. Sono numerosi anche i parassiti animali: afidi, cocciniglie, mosche bianche, etc..

Lillà

La Syringa vulgaris è uno degli alberelli più conosciuti e diffusi nei giardini. È originaria dell Europa orientale ed appartiene alla famiglia delie Oleaceae. Sono diffusissimi gli ibridi a fiore doppio, a fiore semplice, profumati e no, dalle numerosissime sfumature di colore che vanno dal bianco al rosso porpora al blu-violetto. L’epoca di piantagione varia da novembre a marzo. Il Lillà non possiede esigenze spiccate per i terreni o per il clima. Non richiede cure particolari né potature. Gradisce comunque un terreno fertile, fresco e ben arenato in posizione soleggiata, in un ambiente umido possono essere facilitati gli attacchi di alcuni funghì, quali la muffa grìgia o il mal bianco. Fra i parassiti animali si ricordano le cocciniglie, i ragnetti rossi ed alcune larve di lepidotteri.

Limone

Il Citrus limon è una pianta arborea sempreverde appartenente alle Rutaceae. In Italia esistono varie su-perfici di terreno occupate dalla coltura intensiva del limone. Se le condizioni dimatiche lo consentono, la fioritura del limone è continua, quindi sullo stesso albero possono coesistere, fiorì, frutticini e frutti maturi tutto l’anno. Naturalmente esiste un periodo di maggiore produzione, legato alla varietà ed al clima; in generale la fioritura più abbondante è quella primaverile, di aprile-maggio, dalla quale si ottiene la produzione autunno-vernina. Il Limone è coltivabile all’aria aperta solo nei climi miti; nelle altre zone può essere coltivato in vaso, da ricoverare in serre, fredde (limonaie), durante il perìodo più freddo. La piantagione avviene normalmente all’inizio della primavera. Il Limone viene particolarmente danneggiato da brusche variazioni di temperatura, dal I recìdo e dal vento.
Una delle malattie fungine più pericolose per il Limone è il mal secco spesso provocalo dai ristagni idrici. I parassiti animali che più frequentemente danneggiano il Limone sono le cocciniglie, e la mosca degli agrumi che determinano la marcescenza dei {rutti. Adeguati trattamenti antiparassitari controllano le malattie elencate.

Lonicera

La Lonicera è un genere di pianta arbusti va o ram picante, chiamata comunemente Caprifoglio, appartenente alla famiglia delle Caprifogliaceae. In Italia è molto diffusa la specie spontanea dai fiori bianco-crema, sfumati di rosa, profumatissimi.
Alcune specie coltivate a scopo ornamentale sono delicate e resistono all’aperto solo nei climi più miti; il comune Caprifoglio, invece, è un rampicante molto robusto che, pur essendo danneggiato da forti gelate, raramente muore. Il Caprifoglio non ha spiccate esigenze colturali o climaìiche; è importante però che il terreno sia ben arenato e fresco. Preferisce suoli organici e posizioni soleggiate o di semi-ombra; è ideale che sia con «i piedi in ombra e la testa al sole» quindi si avvantaggia di una leggera pacciamatura con foglie secche. Non richiede potatura se non quelle sporadiche di sfoltimento.

Oleandro

Il Nerium oleander è un arbusto originario delle zone mediterranee, dove cresce spontaneo vicino ai letti dei fiumi, appartiene alla famiglia delle Apocynaceae. Possiede foglie persistenti e riesce a raggiungere anche i 3/4 metri di altezza (o più). La generosa fioritura inizia in giugno per proseguire fino a settembre-ottobre; alcune varietà sono profumate. Fare attenzione a lavarsi accuratamente le mani dopo averlo toccato poiché è velenoso in tutte le sue parti. La coltivazione dell’Oleandro si effettua in piena terra e senza protezioni nelle zone a clima temperato, mentre nelle altre è opportuno coltivarlo in vaso, da ritirare in luogo co -perto durante l’inverno, o in piena terra ma predisponendo delle coperture con teli plastificati. Comunque l’Oleandro è, fra le piante mediterranee, una delle specie più resistenti alle basse temperature. Si adatta a tutti i tipi di terreni, richiede però abbondanza di acqua durante la stagione più calda.

Ortensia

E’ noto a tutti il grande valore ornamentale della comune Ortensia (Hydrangea) dei giardini, sono invece meno diffuse, ma non per questo meno belle, numerose altre Ortensie caratterizzate andi ‘esse da fioriture generosissime. Tutte le Ortensie richiedono un terreno sub-acido con scarso contenuto di calcio per potersi sviluppare rigogliosamente; la presenza di calcare determina infatti una clorosi molto forte (ingiallimento diffuso del fogliame). La reazione dell’Hydrangea nei confronti del pH del terreno è molto caratteristica poiché le varietà rosa o rosse in terreni fortemente acidi diventano blu-viola. Pertanto se si desiderano le Ortensie blu è necessario somministrare frequentemente prodotti acidificanti come solfati o allume di rocca. Al contrario, se si desiderano Ortensie rosa-rosse è opportuno mantenere neutra la reazione del terreno. Preferiscono posizioni mediamente soleggiate e, soprattutto nel corso dell’estate, irrigazioni quotidiane.

Passiflora

Il “fiore della passione” appartiene al genere Passiflora che comprende ben 500 specie di rampicanti. La Passiflora caerulea diffusa in Italia non è completamente rustica poiché il gelo danneggia la parte apicale; spesso però la pianta riesce a ricacciare nuovi fusti dal piede. Nelle regioni più fredde è opportuno piantarla contro un muro rivolto a sud o a ovest. La vigorìa della Passiflora è grandissima tanto che ogni anno i suoi tralci crescono di molti metri. La piantagione si effettua in primavera in tutti i terreni da giardino purché ben arenati. Durante l’inverno è opportuno predisporre delle protezioni al piede della pianta, formate da paglia o foglie secche, fiorisce con generosità soprattutto se è piantata in posizioni soleggiate ma regala grandi soddisfazioni anche nelle posizioni semi-ombreggiate. Richiede concimazioni organico-minerali in primavera. Se si verifica la morte dell’intera parte aerea causata dai geli invernali, all’inizio della primavera potare i fusti a IO cm da terra.

Peonia

Il genere Paeonia, appartenente alla famiglia delle Ranuncolaceae, comprende 33 specie di piante erbacee perenni e di arbusti poco rustici. Le specie da ornamento più diffuse in Italia sono la Peonia lactiflora, originaria della Siberia e della Mongolia, la Peonia lutea, e la Peonia suffruticosa entrambe provenienti dal Tibet. Le Peonie regalano i fiori forse più belli che sbocciano in giardino, ma sono piante che richiedono tempo per ambientarsi e non sopportano assolutamente i trapianti. Nei climi più freddi si devono piantare le Peonie in luoghi riparati dai geli, possibilmente esposte a sud o a ovest. Prosperano nei terreni ben arenati con aggiunta di torba. Richiedono concimazioni organico-minerali e irrigazioni frequenti nel periodo primaverile. La specie alte devono essere sostenute da tutori. È opportuno eliminare il fiore prima che secchi.

Rododendro

Il genere Rhododendron, appartenente alla famiglia delle Erìcaceae, comprende ben 500 specie di piante arboree e arbustive di grande valore ornamentale, fra le quali spiccano anche le Azalee. Le note colturali che seguono sono valide sia per i Rododendri che per le Azalee coltivate all’aperto. Numerose specie di Rododendri sono originarie dell’Asia, ma ne esistono alcune americane ed una, //Rododendro (errugineum, tipica delle Alpi. Ne esistono moltissime varietà, caratterizzate da dimensioni e colori molto diversi; pertanto sono in grado di soddisfare moltissime esigenze dei giardinieri. Ad eccezione del Rododendro hirsutum, tutti i Rododendri richiedono un terreno acido, privo di calcare, e molto organico. Sono molto esigenti anche per la disponibilità idrica; infatti il terreno deve essere sempre fresco. Pertanto è opportuno piantarli in posizioni di mezza ombra o anche di ombra completa purché luminosa.

Rosa

Il genere Rosa è costituito da circa 500 specie e varietà di arbusti e rampicanti da fiore. Appartengono alla famiglia delle Rosaceae e sono diffusi in tutto il mondo. Le zone originarie però si restrìngono alle regioni temperate dell’emisfero settentrionale e alle zone montuose temperato-calde e tropicali. In generale le numerose varietà sono ascrivigli a 8 gruppi principali: botaniche, antiche, ibridi di Tea, ibridi di Florìbunda, moderne a cespuglio, rampicanti e sarmentose, miniatura e prostrate. Le Rose richiedono un terreno perfettamente arenato e una posizione soleggiata (tranne poche eccezioni). L’epoca di impianto è ottobre o marzo; un mese prima della piantagione si preparano le buche che accoglieranno le piante, ponendo terriccio fertile. Se la zona è ventosa, è opportuno predisporre un tutore; è indispensabile procedere subito alla potatura se la piantagione è primaverile. Durante l’anno richiedono frequenti irrigazioni e concimazioni. Alla ripresa vegetativa somministrare concime organico.

Viburno

Il Viburno è un arbusto da giardino prezioso per le caratteristiche ornamentali, per la rusticità e la grande adattabilità nei vari tipi di terreni e di clima. Il genere Viburno appartiene alla famiglia delle Caprìfogliaceae e comprende specie originarie di varie zone dell’Asia e dell’Europa, sempreverdi e a foglia caduca. Fra le specie spoglianti ricordiamo UVilmmoopulus, chiamato anche pallone di maggio, (le specie più diffuse in Italia) dalla ricchissima e profumata fioritura primaverile; il Viburno lantana spontaneo nelle siepi e nei boschi; il Viburno carlesii con grandi infiorescenze primaverili. Fra le specie sempreverdi si ricorda il prezioso Viburno tinus, originario delle nostre regioni mediterranee, dalle foglie coriacee verde scuro, ed il Viburno odora-tissimum, proveniente dalla Cina e dal Giappone, con fiori profumatissimi in maggio. I Viburni prosperano nei terreni ben arenati e umidi. Generalmente preferiscono la mezz’ombra. Ali’ anno di trapianto richiedono frequenti irrigazioni per affrancare le radici. In primavera richiedono concime organo-minerale.

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