Piante da fiore in terrazzo e giardino


Piante da fiore in terrazzo e giardino

Astro

Il genere Aster, che appartiene alla famiglia delle Compositae, comprende ben 500 specie di piante erbacee perenni. Le piante comunemente chiamate Astri sono anche definite «settembrini» a causa del periodo di fioritura che inizia alla fine di agosto per prolungarsi fino a ottobre. A seconda della specie, gli Astri raggiungono altezze variabili dai 1O ai 180 cm; sono adatti nei giardini rocciosi o a formare bordure, purché formino grandi gruppi monocromatici.
Gli Astri sono specie molto rustiche, che sì adeguano a diverse condizioni climatiche, purché siano coltivate in terreni fertili e ben arenati e in posizione soleggiata. In piena estate richiedono frequenti irrigazioni. Le specie più alte spesso richiedono un tutore che le sorregga. Si piantano da ottobre a marzo e si moltipllcano per divisione dei cespi in ottobre o in febbraio – marzo. Le distanze di piantagione variano fra i 30 ed i 45 cm a seconda della taglia della cultivare.

Crisantemo

Il genere Chrysanthemum appartiene alla numerosa  famiglia delle Composite e comprende ben 200 specie erbacee, annuali e perenni nelle quali sono inseriti ora anche i generi Pyretrum e Tanacetum. Appartengono a questa specie anche le cosiddette margherite e margheritone, caratterizzate dai fiori bianchi con interno giallo dorato, appartengono rispettivamente alle specie C.leucanthemum e C. frutescens. Le specie più comunemente chiamate crisantemi, che fioriscono dalla fine di ottobre, sono ibridi derivanti dal C. indicum e C. morifloium. Sono numerose anche le specie annuali.
– Specie annuali: crescono bene e fioriscono in abbondanza in tutti i tipi di terreni, e richiedono una posizione soleggiata.
– Specie perenni: si piantano in autunno o in primavera in terreno ricco di sostanza organica, ben arenato a cui è stata aggiunta un pò ‘ di torba per una leggera acidificazione. Tutte le specie richiedono frequenti concimazioni e irrigazioni soprattutto nel periodo estivo.

Dalia

Il genere Dahlia, comprende una ventina di specie di piante erbacee. Si possono classificare in due grandi gruppi in funzione della persistenza: Dalie perenni da bordura, e Dalie annuali da aiuola mista. Le prime fioriscono con grande generosità da luglio fino ai primi geli. Le Dalie da aiuola sono generalmente più piccole rispetto alle precedenti; fioriscono anch ‘esse da luglio fino ai primi geli. Le Dalie da aiuola si seminano in marzo a dimora, scegliendo terreni compatti ma non asfittici, ricchi di sostanza organica, in posizione soleggiata. Nel perìodo più caldo è opportuno irrigare quotidianamente ed asportare i fiori appassiti per favorire l’emissione di nuovi capolini. Al termine del primo anno, le Dalie da seme formano le radici tuberose; si tolgono dal terreno alla fine della fioritura, per farle svernare in un locale fresco ed ombreggiato, asciutto e ventilato; si piantano nuovamente in marzo-aprile a dimora; le radici tuberose delle Dalie da bordura si piantano in marzo-aprile alla profondità di 10 cm circa. Richiedono un terreno fertile, ricco di sostanza organica di fosforo e di potassio, ben arenato. La posizione ideale è soleggiata, riparata dai venti forti che romperebbero i lunghi, ma fragili, steli.

 Garofano

Il genere Dianthus comunemente chiamato garofano comprende ben 300 specie di piante perenni o annuali, spesso di lenta crescita, dalla fioritura generosissima e profumata.
Alcune specie sono particolarmente idonee nei giardini rocciosi per la formazione di aiuole miste. In generale tutti i garofani richiedono posizioni ben soleggiate, terreni arenati e sciolti, leggermele calcarei. Al momento della piantagione, in marzo, si deve stare attenti a non seppellire nessuna parte degli steli o a non coprire troppo la zona del colletto poiché si provocherebbe l’insorgenza di malattie funginee non debellabili. Infatti tutta la pianta, radici comprese, ama una buona circolazione d’aria e teme il ristagno di acqua. Le varietà più alte possono avere la necessità di un sostegno, da posizionare al momento della piantagione. Nel corso della stagione estiva si devono effettuare le irrigazioni regolari facendo attenzione a non bagnare il fiore. Le piante giovani vanno cimate nel periodo primaverile per incentivare l’emissione di germogli laterali robusti.

 Geranio

I Gerani comuni appartengono al genere Pelargonium che comprende quasi “500 specie di piante. In generale sono specie poco delicate, dalle foglie decidue o sempreverdi, che possono vivere all’esterno. Recentemente si e diffusa la specie P. peltatum, chiamata comunemente geranio-edera. Esistono numerosissime specie, dalla fioritura poco appariscente, caratterizzate da foglie fortemente profumate di rosa, di menta, di limone etc, e che stanno riscuotendo un largo interesse.
Tutti i gerani amano la piena luce e diverse ore di sole al giorno; solo i pelargoni odorosi devono essere protetti dal sole di mezzogiorno. Vanno coltivati in terreno fertile e ben arenato. Le irrigazioni dovranno essere abbondanti; il terreno si deve ben asciugare nell’intervallo fra due irrigazioni successive per consentire una ricca fioritura. Durante i mesi autunnali, si devono sospendere gradatamente le irrigazioni, per consentire alla pianta di entrare in riposo vegetativo. Le piante dovranno essere conservate in un locale fresco, ad almeno 7-10’C, ben illuminato ed arieggiato. Con il ritorno della primavera le piante saranno adeguatamente potate ed energicamente concimate.

Gerbera

La Gerbera offre nel climi miti una profusione continua di fiorì dalla primavera fino all’autunno inoltrato. La Gerbera, chiamata altresì Margherita del Transvaal, è particolarmente adatta anche per la coltivazione da fiore reciso.
La Gerbera può essere tranquillamente coltivata all’aperto in tutte le regioni con decorso dell’inverno mite, mentre nelle altre regioni con inverno rìgido dovrà essere ricoverata in un luogo fresco, ove non geli, o protetta con foglie, paglia ed altro strame. Preferisce posizioni ben soleggia/e, con terreno fertile e ben arenato. Normalmente la gerbera viene piantata in aprile, ma può essere ottenuta anche da seme, anticipandola coltivazione a febbraio-marzo, in vasi o cassette protette dal freddo, per poi effettuare il trapianto in aprile.

Giglio

Il giglio appartiene al genere Lilium, famiglia delle Liliaceae. Comprende 80 specie di piante perenni e bulbose; alcune varietà sono molto profumate. I bulbi del Giglio sono formati da un insieme di squame o tuniche, provenienti dalla trasformazione delle foglie, disposte attorno ad un disco, chiamato girello. Dalla parìe inferiore del girello si formano le radici principali. Tali radici sono molto importanti e vanno rispettate, quindi in questi casi i bulbi vanno piantati ad una profondità maggiore rispetto agli altri. I Lilium richiedono un terreno fertile, ben arenato e fresco; tutte le specie prosperano nei terreni addi ma alcune tollerano anche la presenza di calcare. Preferiscono la concimazione minerale a quella organica, ricca di fosforo e potassio e carente di azoto. Per quanto riguarda le tecniche di coltivazione, essendo molto eterogenee in funzione della specie, chiedere direttamente al momento dell’acquisto.

 Gladiolo

Il Gìadioius è un genere di pianta bulbosa, appartenente alla famiglia delle Irìdacee, che comprende ben 300 specie diverse, adatte alla coltivazione in giardino, per la formazione di aiuole o bordure miste, o per la produzione di fiori recisi. Esiste in commercio una grande quantità di ibridi che hanno quasi soppiantato la coltura delle specie originali. Il bulbo, o più correttamente cormo o bulbo-tubero, rappresenta l’organo principale per la riproduzione del gladiolo, poiché ogni anno produce alcuni bulbi più piccoli, i balbetti, che nel giro di pochi anni sono in grado di dare il fiore. La piantagione va effettuata nei mesi primaverili (dalla metà di marzo alla metà di aprile a seconda della tardività della coltura), ad una profondità di 10-15 cm (più superficiale nei terreni pesanti) e alla distanza di 10-15 cm. Per ottenere fiorì durante tutta l’estate, si possono piantare varietà ad epoca diversa di fioritura o utilizzare la stessa varietà piantando i bulbo tuberi a intervalli di 15giorni. Per quasi due mesi dopo la piantagione non occrre irrigare mentre non deve mancare mai acqua durante i mesi più caldi.

Jmpatients

Impatiens è un genere che comprende circa 700  specie di piante molto diverse fra loro; in terrazza e in giardino si utilizzano prevalentemente gli ibridi fra /Impatiens walleriana, e /’/mpatiens sultanii, chiamati comunemente «gambe di vetro»; altra specie diffusa è /’Impatiens balsamina (chiamata popolarmente balsamina e begliuomini). La prima specie, pur essendo perenne, viene utilizzata come annuale poiché i nostri mesi invernali sono troppo freddi per questa pianta molto delicata. La balsamina invece è una specie annuale che si riproduce facilmente per seme. Sono entrambe caratterizzate da una fioritura generosissima che, nei climi miti si protrae da maggio fino all’autunno inoltrato.
Se si vuoi tentare di farle sopravvivere durante l’inverno, si portano le piante in un luogo fresco ma non freddo, ben illuminato; nel corso del periodo invernale si devono irrigare poco e si deve mettere in conto una abbondante defogliazione. In primavera si potano con decisione i rami che hanno fiorito e si concima regolarmente.

Narciso

Il genere Naràssus, appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae, comprende numerose specie bulbose originarie dell’ambiente mediterraneo. La piantagione si effettua in autunno nei mesi di settembre-ottobre, ad una profondità pari al doppio della altezza del bulbo e ad una distanza di 15-20 cin. La fioritura avviene in primavera e, in giugno, all’appassimento delle foglie occorre togliere i bulbi dal terreno per la conservazione estiva. Tale operazione deve essere effettuata ogni due-tré anni per diradare i bulbi. In generale i narcisi prosperano in posizioni di mezz ‘ombra o, alcune specie, al sole ma in terreno fresco. Richiede una fertilità ben mineralizzata, quindi le concimazioni non devono prevedere sostanza organica se non ben umìlicata.
I narcisi sono piante piuttosto robuste e hanno pochi nemici animali.

Petunia

Il genere Petunia appartiene alla famiglia delle Sola-^-^ naceae e comprende 40 specie di piante erbacee. Le petunie possono essere seminate in primavera in vasi o cassette contenenti terreno ricco, ma non troppo fertile, ben (frenato e misto a torba, in posizione molto soleggiata. La semina può essere anticipata al mese di marzo, effettuandola in vasetti di torba da collocare a dimora nel mese di aprile-maggio. L’irrigazione va effettuata almeno tre volte alla settimana; ogni quindici giorni somministrare un fertilizzante completo. L’eccesso di umidità e di fertilità porta ad un eccessivo sviluppo vegetativo a scapito della fioritura. Per ottenere i fiori fino all’autunno avanzato, eliminare con costanza tutti i bocci sfioriti e, nel mese di agosto, potare con decisione i rametti che hanno già portato numerosi fiori. Il parassita vegetale più temibile per la petunia è il Verticillium che si manifesta con il rapido disseccamelo delle piante per il quale non esistono cure. E opportuno distruggere rapidamente il materiale infetto per impedire la propagazione della malattia.

 Portulaca

il genere Portulaca comprende numerose specie di piante erbacee, spesso succulente. La specie coltivata per la ricca fioritura è la Portulaca grandiflora, originaria del Brasile, chiamata comunemente «amante del sole»; si presta per la formazione di bordure basse, grazie al suo porta -mento ricadente, e all’utilizzo nei giardini rocciosi. La semina della Portulaca deve avvenire direttamente a dimora poiché subisce ritardi di sviluppo vegetativo se sottoposta al trapianto. L’epoca migliore cade fra aprile-maggio, quando le temperature sono miti. Non ha esigenze particolari per quanto riguarda il terreno purché sia ben arenato; invece deve essere posizionata al sole pieno per poter fiorire in abbondanza. Non richiede irrigazioni frequenti, se non quando manifesta un leggero appassimento, né concimazioni regolari. Sporadicamente compaiono pustole di ruggine o disseccameli fogliari dovuti a funghi; in entrambi i casi si effettuano trattamenti anticrittogamici. Fra i parassiti animali, talora compaiono attacchi di afidi e di cocciniglia gialla delle cactacee.

 Primula

Il genere Prìmula comprende circa 500 specie di ” piante erbacee perenni. Numerose sono le specie utilizzate per ornamento in giardino, molte di origine asiatica, alcune delicate, altre più robuste. Le prìmule prosperano nei terreni fertili ed umidi, in posizione di mezza ombra. Per ottenere la fioritura primaverile, si piantano a dimora in ottobre-novembre effettuando una ricca concimazione organica. Le specie più delicate vanno seminate in primavera, effettuando una serie di rinvasi fino al raggiungimento del contenitore definitivo di 15-18 cm di diametro, nel corso del mese di ottobre. La temperatura minima invernale non deve scendere sotto i 7’C. Alcuni insetti attaccano le primule sporadicamente: nottue (larve di lepidotteri dalle abitudini notturne) e oziorrinchi (coleotteri) sono i fitofagi più temibili per le erosioni fogliari che provocano: fra i parassiti vegetali, i più diffusi sono la Botrytis e la Peronospora, che provocano la comparsa di muffe grigiastre e biancastre rispettivamente, il mal bianco, che si manifesta con macchie biancastre polverulente, e il marciume basale che colpisce prevalentemente le piantine giovani.

Tagete

Il genere Tagete, appartenente alla famiglia delle Compositae, comprende numerose specie, fra le quali ne vengono coltivate soprattutto due. //Tagetes pattila è una specie annuale, originaria delMessico, che produce steli fioriferi alti 70-40 cm. Il  Tagete erecta, anch’esso originario del Messico ed annuale, produce in vece steli fiorali alti fino a 1 metro. Sono coltivati per la formazione di bordure miste e di aiuole; gli steli recisi e posti in acqua sono molto dura -turi.
Il Tagete è una pianta coltivata ovunque, di poche pretese ma che da grandi soddisfazioni per la fioritura abbondante e prolungata. Si coltiva in tutti i terreni, purché ben arenati e non eccessivamente irrigati. Sono invece esigenti in fatto di esposizione poiché desiderano sole pieno. Per una fioritura prolungata è indispensabile recidere gli steli sfioriti per indurre l’emissione di nuovi germogli. Se il Tagete viene coltivato in presenza di un eccesso di umidità, risulta suscettibile anche ad attacchi di muffa griffa, da debellare con un trattamento anticrittogamico opportuno. Gli unici parassiti animali che colpiscono frequentemente il Tagete sono gli afidi, verdi e neri.

Tulipano

Questo genere di bulbose, appartenente alla famiglia delle Liliaceae, è conosciuto in Europa da centinaia di anni. Il Tulipano costituisce un classico esempio di un fiore le cui caratteristiche sono state alterate positivamente da una malattia; infatti le screziature che conferiscono colori bellissimi sono derivanti dalla rottura di colore determinata da virosi. I bulbi di Tulipano sono coltivati per la formazione di aiuole miste o per la produzione di fiore reciso. I bulbi si piantano in novembre alla profondità di 15 cm e alla distanza di 10-20 cm. ia fioritura e primaverile, per mantenere il bulbo nelle condizioni migliori per la fioritura dell’anno successivo, è importante recidere il fiore alla caduta dei petali. In generale è consigliabile asportare i bulbi dal terreno all’appassimento delle toglie (cioè verso giugno) e conservarli durante l’estate in un locale fresco ed arieggiato. Tutte le varietà prosperano nei terreni leggermente alcalini. Risulta utile una concimazione di fondo del terreno in preimpianto con apporti di sostanze minerali e non organiche. Non necessitano di elevati apporti idrici.

Vinca

La Pervinca appartiene al genere Vinca, famiglia delle Apocynaceae, che comprende alcune specie di piante erbacee perenni. Le specie più diffuse nei giardini sono ascrivibili alle specie Vinca major e Vinca mi-nor, specie rustìche, adatte alla copertura dei terreni freschi, in posizione di mezza ombra e ombra completa. L’epoca di piantagione delle Pervinche varia fra settembre e marzo in qualunque tipo di terreno purché ben arenato e ombreggiato. Le giovani piantine possono essere ottenute anche da semina, da effettuarsi in marzo, in cassette; il ripicchettamento si esegue dopo 20 – 30 giorni ed il trapianto a dimora in maggio-giugno. Infine la Vinca può essere mol-tìplicata attraverso talee, prelevate nel mese di marzo o di settembre e poste a radicare in cassoni protetti.

Viola

Il genere Viola comprende 500 specie di erbacee annuali o perenni idonee alla coltivazione nei climi italiani, anche quelli più freschi.
La piantagione si effettua in settembre-ottobre o in marzo-aprile, in terreni fertili ed umidi. Preferiscono le posizioni di mezza ombra anche se alcune varietà possono essere coltivate al sole o all’ombra completa. Si possono ottenere anche da seme; in questo caso la Viola Cornuta, biennale, si semina da giugno ad agosto in contenitori riparati dal sole, riempiti con terriccio soffice, mantenuto sempre umido. Il trapianto a dimora si effettua in settembre-ottobre. La Viola del pensiero viene seminata anch’essa da giugno ad agosto, ma trapiantata a dimora dopo circa 20 giorni dalla nascita delle piantine. Infine le altre specie si seminano in luglio direttamente a dimora; la germinazione avverrà la primavera successiva. Per prolungare la fioritura di tutte le viole è opportuno asportare i fiorì appassiti.

Zinnia

Il genere Zinnia appartiene alla famiglia delle Composite e comprende 20 specie erbacee, annuali o perenni. In generale sono piante idonee alla formazione di bordure miste, per aiuole o per la produzione di fiori recisi. I numerosi ibridi in commercio derivano principalmente dalla Zinnia elegans, annuale, alla 60-80 cm. Un altra specie diffusa è anche la Zinnia angustifolia che presenta le stesse caratteristiche della precedente, ma è di taglia più bassa. Entrambe hanno una fioritura generosissima che si protrae da giugno a settembre.
La semina avviene da aprile a maggio, direttamente a dimora su terreni soffici, ben arenati, fertili ed esposti al soie. Successivamente è necessario eseguire il diradamento. Le piantine giovani devono essere cimate affinchè producano un numero maggiore di capolini fiorali. L’irrigazione deve essere scarsa ma frequente, per mantenere un buon tenore di umidità nel terreno. Per ottenere fioriture prolungate è importante recidere le corolle sfiorite.

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