Giardino Spontaneo come un prato

In giardino –

SPONTANEO COME UN PRATO

L’ultima tendenza del garden design arriva da Olanda e Germania: luoghi apparentemente spontanei, a bassa manutenzione e a effetto assicurato

DI DANIELE ALTIERI – FOTO DI ANDREW LAWSON  Rivista VILLE GIARDINI  Case nel verde  Giugno 2004

UNO SCENARIO di rara bellezza quello ingle­se di Crockmore House nell’Oxfordshire, dove l’at­mosfera naturale e rilassata della campagna circostante sembra per­vadere con discrezione l’anima del giar­dino. La geometria dell’impianto rivela però l’intervento discreto di un grande paesaggista. Un trattamento dello spazio contraddistinto da armoniche proporzio­ni, unito a una scelta vegetale che evo­ca la natura: sono il marchio inconfon­dibile di Christopher Bradley-Hole, uno dei più originali garden designer inglesi del nostro tempo. Convinto minimalista nelle soluzioni spaziali e strutturali, Bradley-Hole adotta un approccio rilas­sato e naturalistico nella scelta delle es­senze vegetali.

Ha da tempo abbraccia­to, rivisitandola in modo personale, la cosiddetta “new perennial wave” (“la nuova ondata delle perenni”), arrivata in Gran Bretagna una decina d’anni fa dall’Olanda e dalla Germania. Gli ele­menti principali di questo movimento, ispirato alle comunità vegetali sponta­nee, sono la particolare attenzione alle esigenze ecologiche delle essenze utiliz­zate, un abbondante uso di graminacee e l’impiego ripetuto di gruppi della stes­sa specie, con particolare enfasi su for­ma, volumi e tessitura.

Graminacee,    perenni    e    approccio    ecologico    hanno sedotto   l’inossidabile   tradizione   del   giardino   inglese

La relazione casa-giardino con il luogo circostante è centrale nei progetti di Bradley-Hole, e a Crockmore House la scelta del particolare stile vegetale si rivela ideale. Si integra infatti così bene nel contesto rurale che è difficile distin­guere dove finisca il giardino e inizi il paesaggio. In particolare, le linee leggere delle graminacee, spruzzate dalle fioriture delle erbacee perenni, evocano i prati spontanei oltre i confini del giar­dino.

Ritmicamente ripetuti, gruppi di Penstemon, Miscanthus, Stipa gigantea, Sanguisorba, Knautia macedonica, Verbena bonariensis, Deschampia ce­spitosa, creano volumi che ondeggiano a un lieve soffio di vento, regalando un paesaggio dipinto da delicati intrecci di fili e sfumature cromatiche. La densità dell’impianto è ideale per chi voglia un giardino a manutenzione relativamente bassa, da tagliare e ripulire solo una volta all’anno, in primavera. Le silhouette invernali delle piante infatti sono molto decorative e i loro semi un piacevole modo per incoraggiare la presenza di uccelli.

Contravvenendo ai canoni tradizionali della progettazione, per cui scelte più strutturate vicino alla casa lasciano spazio a forme più libere quando ci si allontana verso la periferia del giardino, qui l’atmosfera rurale, evocata da perenni e graminacee, sembra voler filtrare nell’abitazione debordando sul terrazzo in doghe di rovere e pietra di York.

È  un nuovo modo di  progettare il  giardino, con più attenzione all’equilibrio vitale delle essenze utilizzate

Le regole del progetto

L’ obiettivo del paesaggista è di integrare l’atmosfera del giardino con quella del paesaggio circostante. Dalla veranda si accede all’ampio terrazzo che media l’ingresso al giardino. Il perimetro di quest’area è ammorbidito da traboccanti masse di perenni e graminacee, quasi un invito alla natura a diffon­dersi anche nello spazio domestico. La bordura, sviluppata lungo il pendio a forma di L che avvolge il terrazzo, rappresenta una soluzione progettuale al problema del dislivello tra casa e area verde.

Al fine di accentuare il legame tra giardino e paesaggio, una morbida siepe di Miscanthus è stata utilizzata lungo il confine della proprietà, sfumandolo così nella campagna circostante. L’area tra casa e confine è caratterizzata da ampi cerchi di tappeti erbosi rasati e disegnati all’interno della morbida distesa di erba alta, in un gradevole equilibrio tra ef­fetto naturalistico e geometrie.

Alla destra del terrazzo la bordura a L diventa una griglia di diciotto quadranti riempite di graminacee e erbacee perenni che. ripetute in gruppi della stessa specie, danno unità e ritmo al­la composizione. A tarda estate l’esuberanza delle bordure rende invisibili i vialetti, regalando un’unica e colorata im­magine.

Per completare lo schema, una griglia analoga con alberi da frutto media il passaggio dall’area ornamentale a quella produttiva dell’orto, le cui aiuole, disegnate secondo il modulo già sperimentato, conferiscono al progetto un sen­so di elegante coerenza.

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