Ambrogiano

A Mestre, con farina di grano tenero, acqua, uova, malto, strutto e lievito naturale si fanno panini allungati, lischi e lucidi. Un tempo, da cui il nome, erano i pani commemorativi la festa di Sant’Ambrogio.

Bastone

Dall’impasto così detto bastardo – né duro né morbido – il bastone è un prodotto tipico del padovano, con farina di grano tenero, acqua, strutto, lievito acido, lievito di birra e sale.

Bovolo

Pagnottella a forma di chiocciola prodotta in tutta la regione: con farina di grano tenero, acqua, sale, lievito naturale e di birra.

Bussola

Ciambella di pasta bianca, di farina lievitata, ritorta irregolarmente, infornata e lentamente biscottata.
Questo pane piuttosto fragile si conserva a lungo; consumandolo si sbriciola; allora si preferisce gustarlo inumidito o imbevuto di altro ingrediente, freddo o caldo.
Era soprattutto il pane dei pescatori; oggi sopravvive a Chioggia ed in provincia di Rovigo.

Ciabatta

Pane moderno, me lo permettete, secondo la versione attuale, voluta da un certo Cavallari di Adria, frutto della produzione della farina di grano tenero “tipo 1 Italia”, con alto contenuto di glutine.
Questa farina integrale si impasta con lievito naturale, poco olio, sale ed acqua tiepida.
L’impasto, morbido e vellutato, lieviterà per 12 ore, quindi passerà alla modellatura lunga e schiacciata, incisa con tagli longitudinali, infine la cottura in forno.
PANI, FOCACCE E TORTE SALATE

Ciopa

Pane bianco, di sola farina di grano tenero e acqua, sale e lievito di birra; la forma prevede due pagnottelle unite assieme.
Con il medesimo impasto si producono le, foglie e le giraffe trevigiane.
Asolo.

Montasù

Con farina bianca, acqua, lievito di birra, strutto, olio e sale si ottiene l’impasto liscio e omogeneo; da far lievitare circa un’ora.
Ora, dividetelo in tante pagnottelle, secondo il peso del formato di pane; con il matterello spianate tanti dischetti, da arrotolare a filoncino, assottigliateli, poi fate due pieghe alle estremità.
Aiutandovi con i due pollici che agiscono sulle estremità della pasta, arrotolate e schiacciate leggermente forzando verso l’esterno.
Appena i due rotoli quasi si toccano, allargateli, la pasta al centro va sollevata e messa sopra uno; l’altro, libero, va disposto perpendicolarmente (forma di croce), quindi saldate.
I pezzi passeranno in forno (già caldo a 240°) per cuocersi. Dopo circa 10 minuti abbassate il fuoco, poi proseguite nella cottura (altri 30 minuti).

Pan biscotto

Così detto pane di scorta, da conservare in dispensa, sulle barche, sul lavoro nei campi. Pane a forma di ciambellina, tortiglione, banana.
Impasto con farina di grano tenero semintegrale, acqua, olio (o strutto), lievito di birra e sale.
Dopo un’ora di lievitazione, si passa in forno non troppo caldo per un’ora.
Tolto dal forno e raffreddato, si ripone al caldo del forno spento, lasciando biscottare. Si conserva facilmente in luogo asciutto, anche per mesi.

Pan de ojo (grasso, strutto)

Ingredienti:
pasta lievitata da pane strutto
Prima di mettere in forno i pezzi di pane, la pasta si lavorava inglobandovi la giusta quantità di strutto. Per festeggiare i più piccini della famiglia, si realizzavano con la pasta pupazzetti e piccoli animali.

Pan di segale

Secondo la tradizione della Val Leogra.
Pane fatto con la farina di segale; con minor lievito del pane usuale, di grano. Lievita molto meno e le forme dei pani sono tonde, schiacciate.
Pane con il finocchio (finocjo)
Sopra i normali pezzi di pane, prima della lievitazione, si spolverizzavano semi di finocchio selvatico.

Pane con le noci

Ad un kg di pasta di pane aggiungete circa 200 g di gherigli di noci (precedentemente tostati in forno, poi tritati) e mezzo di di olio di semi di vinaccioli.
Fatene tanti panini ovali, sopra ai quali disponete uno o 2 gherigli di noce interi; ungete i pani con un rametto di rosmarino intinto nell’olio, quindi passate in forno.

Pane di ciccioli

Pasta di pane normale, lievitata, con l’aggiunta di ciccioli freschi tritati.

Pane di fichi

All’impasto solito del pane, in egual misura s’aggiunge polenta; s’impasta il tutto con trito di fichi secchi, poi si foggiano i pezzi a filone e si infornano.

Pane di mais

Impasto di farine di mais e di frumento, con il lievito stemperato nell’acqua, poco sale e poco zucchero.
Dopo alcune ore di lievitazione si riprende la massa, la si lavora, infine si foggiano filoni o pagnotte; infarinati e cotti in forno.

Pane di patate

Nella tradizione montanara.
È un impasto di farina di grano con l’aggiunta (in egual peso) di polpa di patate lessate e schiacciate. La quantità di lievito è la medesima del normale pane.
Si foggiano pagnotte grandi; che passano in forno e danno un prodotto dalla crosta croccante e dalla mollica assai soffice.

Pane di polenta

L’impasto solito, di farina, acqua e lievito, si lascia lievitare una notte ed un giorno. A questo si unisce la stessa quantità di polenta, lavorando con buona lena.
C’è chi aggiunge succo di limone, sale ed altra farina bianca.
La massa viene divisa in pallottole grandi quanto un pugno, poi si confezionano i pezzi a 3 sporgenze, che lieviteranno ancora, in attesa di passare alla cottura.

Pane di sorgo

Con farina gialla di sorgo (granoturco seminato dopo la mietitura del grano).
Una parte di farina di sorgo ed un terzo di farina di frumento; poi sale, fichi secchi tritati, mele tagliate a fettine, uva passa; c’è chi usa aggiungere zucca lessata e semi di finocchio.
L’impasto si lavora come al solito, con acqua e lievito.
Per cuocere questo pane si usano foglie di verza.
Come dire che entro ogni foglia viene disposta una pallottola di impasto. Trascorsa circa mezz’ora, le pagnotte sono cotte; e si consumano fino ad esaurimento.

Pane di uva

All’impasto solito del pane, in egual misura s’aggiunge polenta; s’impasta il tutto aggiungendo acini di uva (precedentemente appassita sopra i tralicci); si foggia pezzi a filone e si infornano.

Puccia

Dalla farina di segale (in prevalenza) unitamente a quella di grano tenero, impastate con acqua, l’aggiunta di erbe aromatiche ed il lievito.
Le pagnotte, dopo la lievitazione di un’ora circa, passano in forno. È specialità di  Cortina d’Ampezzo.

Rosetta

Specialità tradizionale di Venezia, seppur pane similare si ritrova in tutta la regio Un impasto di farina di grano tenero con il lievito acido e quello di birra sciolti con l’acqua, con l’aggiunta di strutto, olio, sale ed un nonnulla di zucchero. Dopo la doverosa lievitazione che ne raddoppierà il volume, si formano le rose e si passano in forno.

Scafetò

Pane da conservare sulle scaffe (ripiani), appunto scaffali, da cui il nome, anche  per mesi. Secondo l’uso padovano.
Impasto di farina di grano tenero, acqua, lievito e poco sale; di consistenza med confezionato a forma di foglia; prima cotto, poi biscottato.

Spaccatina

Specialità padovana. Impasto di farina di grano tenero, acqua, lievito naturale e sa Trascorsa la lievitazione, se ne fanno pani rotondi, che si incidono in superficie, subiscono altra lievitazione, quindi si cuociono in forno.

Trionfi

Pani ovoidali secondo la tradizione di Bassano del Grappa.
Con l’impasto di farina di grano tenero, lievito di birra, sale, acqua e strutto, lasciato lievitare almeno un giorno; i panetti a forma oblunga si passano in forno. Risultano morbidi e leggermente dolci.

 

Zoccoletti

Con il medesimo impasto della ciabatta (vedi) si fanno piccoli pani, dalla forma approssimativa, irregolare. Croccanti, con l’interno quasi cavo.

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