La Capitale del cioccolato


UNA DOLCE CULTURA

Piemonte Cioccolato 1.1

Sopra: gelati sublimi si gustano da Fiorio, nato nel 1780 sotto i portici di via Po. Il più aristocratico tra i ritrovi, fu definito il “caffè dei codini e dei Machiavelli”. Meta di nobili, diplomatici e intellettuali, era la fucina dell’opinione pubblica torinese.

Tra i caffè e le pasticcerie di Torino che conservano ancora oggi una magica atmosfera d’antan

 
DI PIER LUIGI BERBOTTO FOTO DI ADRIANO BACCHELLA  articolo da mensile Bell’Italia
Torino, estate 1907. È pomeriggio avanzato, nel­l’ombra lieve della confetteria Baratti. La giova­ne signora afferra una pasta e rapida solleva la veletta, portandosela alle labbra. Un’altra, poco più in là, riflette incerta tra i vari bignè. Mentre ce n’è una terza che arraffa dal vassoio senza eccessivi scrupoli. E un’altra ancora a guardarsi sgo­menta le dita imbrattate di crema… Ma c’è pure, al tavolino in fondo, un signore un po’ diafano che sogguarda dietro l’ombra di un sorriso. Poi si scuote e, impugnato un lapis, si china su un foglio e scrive. Piemonte Cioccolato 2.2Nessuna delle astanti gli bada. Né lui sembra darsene pen­siero. Semplicemente scrive, senza smettere di sorridere: “Io sono innamorato di tutte le signore/che mangiano le paste nelle confetterie…”. Quin­di continua, ogni tanto alzando lo sguardo e subito tornan­do al suo foglio, a fissarvi, parola su parola, il grato spetta­colo. E c’è già davvero tutto, nella grazia sorgiva di quei versi: le “signore e signorine,/le dita senza guanto” che, nello scegliere la pasta, “quanto ritornano bambine!”. E “quegli aromi acuti,/strani, commisti troppo/di cedro, di sciroppo,/di cre­me, di velluti…”. E l’improvviso de­siderio maschile di “farmivi da presso,/baciarvi ad una ad una,/o belle bocche intatte/di giovani si­gnore,/baciarvi nel sapore/di crema e cioccolatte…”.
Piemonte Cioccolato 2.1

In alto: Al Bicerin, sorto in piazza Consolata nel 1763. Vi venne servito per la prima volta il “bicerin”, bevanda calda con caffè, cioccolato e panna liquida. Sopra: il cioccolato, ingrediente di tanti dolci. Nella pagina seguente: il caffè Mulassano, in piazza Castello dal 1907. Accogliente e impreziosito da marmi, decori floreali in bronzo e dal soffitto a cassettoni, era frequentato in età monarchica dai notabili di corte e dagli artisti del teatro Regio

Piemonte Cioccolato 7

Piemonte Cioccolato 3.1Nessuno in questo momento sa, nella premiata confetteria Baratti, che sotto le mani di quell’appartato e un po’ diafano osservatore – già, sempre lui, quasi ogni giorno a quel tavolo, il “signor avvocato Guido Cozzano”! – sta nascendo una delle sue poesie che non conosceranno tramonto: Le golose. E nes­suno potrebbe immaginare che quella irrilevante parolina, “cioccolatte”, posta lì a suggello di frase, incarni un gusto, una pratica di vita, addirittura un rito, che varrà a connotare Torino e la “torinesità” nel tempo: quello, sì, della “cioccolata”. Tanto che, quasi cent’anni più tar­di, nel dicembre 1999, in un’ambientazione di prestigio come le sale di pa­lazzo Barolo, verrà allestita una “Mo­stra storica sul cioccolato e sull’arte dolciaria in Piemonte”: che fin dal feli­cissimo titolo, “C(i)occolare”, saprà tra­durre le delizie gastro-olfattive adom­brate dal termine, in quel morbido paradi­so di affetti, atmosfere, prelibatezze già così vivo e palpitante nel verso gozzaniano. Ne ricordiamo lo straordinario successo di pubblico. E ricordiamo pure il nome – già di per sé significativo – del comitato cui va il merito di aver ideato e condotto in porto l’impresa: Dora la Dolce, con sede a Torino, via dei Quartie­ri 2. Abbiamo accostato l’ultradinamica vicepresidente, e possiamo garantire che, parlando con Eleonora Velesia, po­chi dubbi permangono circa la persistente vitalità di questa cultura. Una cultura che ha già i suoi storici e i suoi esegeti, come pure i suoi collezionisti.

Piemonte Cioccolato 3.2

I politici vi discutevano le sorti del Regno, la borghesia intavolava affari In questa pagina: un’aura fin de siècle ammanta le sale del Platti, in corso Vittorio Emanuele, aperto nel 1870. Ai tavolini di questi antichi locali, i politici del tempo discutevano delle sorti del regno sabaudo, gli artisti si davano appuntamento e la ricca borghesia trattava gli affari. Tra i clienti affezionati del Piatti, il senatore Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat, Luigi Einaudi e Cesare Pavese

Piemonte Cioccolato 4.1

In fatto di torte, biscotti e dessert, il capoluogo non conosce rivali

Piemonte Cioccolato 4.2A parere della signora Velesia e di quanti non hanno mai smesso di credere nelle virtù del prezioso seme che, appro­dato dal lontano Ovest, trovò qui uno dei terreni più fertili per la sua apoteosi, le fortune del cioccolato sono ancora ben lontane dall’esaurirsi in terra torinese. Nulla da stupir­ci, quindi, se ritrovandoci per le vie del centro, ci sentiamo assalire da una voglia insopprimibile di quel certo sapore dolceamaro che ci riporta alla lontana infanzia, di quella certa consistenza vellutata e docile sotto i denti, di quel cer­to aroma un po’ pungente, esotico eppur familiarissimo. Una volta – parliamo del primo ‘800 – bastava che soffiasse il vento dalla valle di Susa e tutto il profumo di cacao delle prime industrie dolciarie si riversava tra le case di contrada Dora Grossa (l’attuale via Garibaldi), facendo la gioia di frotte di monelli che vi accorrevano dai cortili vicini a inspi­rare e inebriarsi di tanto ben di Dio. Ma oggi?
Oggi, per ritrovare analoga beatitudine, dovremmo en­trare in qualcuno dei templi di quest’arte sopraffina. Per esempio, il mitico Peyrano di corso Moncalieri. Per esem­pio Premier di via Bersezio. O ancora Gobino di via Caglia­ri. Oppure entrare in altri templi, non meno suadenti: quel­li della degustazione. E qui, alla gioia olfattiva si aggiungerà il piacere della vista, del tatto, dell’udito. Poiché, nella piccola galassia di locali – per lo più antichi, e circonfusi, ta­luni, di una Piemonte Cioccolato 6.2fascinosa aura risorgimentale – non è solo l’aleggiante fragranza a colpirti, ma anche il quadro raffinato degli arredi e delle decorazioni, come pure la sofficità di drappi e velluti, e, nelle ore di punta, il concerto di voci e tintinnii di cristalli, di cucchiaini. Un concerto cui non è estranea, al Fiorio di via Po o al Bicerin di piazza Consolata, l’eco – forse appena sognata – di altre voci, altri sussurri: quelli di Santorre Santarosa, di Alfonso Lamarmora, di Massimo d’Azeglio, del conte Cavour, che nel passato qui si avvicendarono, beandosi, tra una furtiva confidenza e una perorazione appassionata, del conforto di questi muri. Ma come dimenticare il caffè Torino e il San Carlo dell’o­monima piazza? E il Piatti di corso Vittorio, con le sue va­ghezze liberty? E Pepino di piazza Carignano: storico ap­puntamento con i migliori gelati? Che, in fatto di dolci ten­tazioni, il primato torinese non si limita al cioccolato, ma spazia tra le forme più allettanti della pasticceria: dai gelati, agli inarrivabili marrons glacés, ai lievissimi torcetti, alle torte targate Pfatisch o Gertosio, alle deliziose paste che oc­chieggiano nelle vetrine di Abrate in via Piemonte Cioccolato 6.1Po, ai fondant e cremini e caramelle che trionfano in quell’autentica bom­boniera che è la confetteria Stratta in piazza San Carlo. Né, in fatto di “bomboniere”, le è da meno Mulassano, in piaz­za Castello: pochi metri quadri di lignee preziosità e sug­gestioni d’ambiente. E, fatti pochi passi, le vetrine di Barat­ti & Milano: ma sì, la stessa che già ci apparve all’inizio, sfumata in una luce di dagherrotipo datato 1907. Certo, og­gi, i contorni sono più netti, le luci più diffuse, ma… acco­modiamoci, prego! Una calda tazza di cioc­colata? Un gianduiotto? Una delicata prali­ne? Ferve, intorno a noi, la festa di madame e madamine. I loro cenni ai camerieri. La lo­ro golosità, pur frenata dall’incubo delle ca­lorie. Tutto come un tempo, dunque? Forse.

 

 

Però, con una lacuna: mancano i guanti e le velette. E manca laggiù, al tavolino d’ango­lo, il sorriso d’un signore un po’ diafano, mentre si china a scrivere: “Io sono innamo­rato di tutte le signore/che mangiano le pa­ste nelle confetterie…”

Piemonte Cioccolato 5.2

tra la galleria Subalpina e piazza Castello fa bella mostra di sé Baratti & Milano. Aperto nel 1875 da Ferdinando Baratti ed Edoardo Milano, il locale si distinse subito per la sua classe, tanto da meritare l’ambito titolo di Fornitore della Real Casa. Locale di gran classe, vantava il titolo di fornitore della Real Casa

 

Altre “golosità”: gioielli, antichità…

 
Piemonte Cioccolato 6.4Fiore all’occhiello di Torino è, si sa, il suo stile, il gusto raffinato che viene dalla tradizione. L’arte dei dolci e i locali dove assa­porarli ne sono solo un esempio. Ma l’intero centro di Torino offre negozi di tradizione, qualità e preziosità, con tentazioni non meno ghiotte del cioccolato, anche se un po’più dispendio­se. Certe gioiellerie, per esempio, abbagliano. Come Rocca, con la sede, storica in via Lagrange arredata in stile Ottocento, e il più recente punto vendita in via Torino, presente già dal 1872 con la sua offerta di preziosi, intesi – secondo la filosofia della casa – non tanto come un tesoro da custodire quanto come un piacere da indossare. Amplissima la scelta di orologi, tutti delle migliori marche e garantiti dalla competenza dei lavoratori in­terni. L’offerta si è ulteriormente ampliata nell’ultimo anno con l’acquisizione dei negozi Calderoni, cosicché ora i due marchi sono presenti in diverse altre città italiane e in alcune capitali estere. Ci può essere qualcosa di più prezioso di un gioiello? forse un libro, o almeno certe edizioni di pregio, come quelle proposte dalla Librerìa Fogola-Dante Alighieri, sotto i porti­ci di piazza Carlo Felice, al numero 19. Librai da generazioni, i Fogola sono punto d’incontro per gli appassionati di volumi rari e, nella sovrastante galle­ria, per gli intenditori d’arte. Di alto livello anche i negozi d’antiquariato. Tra gli altri: Amabaradan, in via della Misericordia 3, con le sue mil­le offerte di oggetti “introva­bili”; e Burzio, in via San Dalmazzo 9, punto fisso per chi ama le cose antiche.
La storica gioielleria Rocca, presente a Torino dal 1872.
 

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