Scende lenta la neve, tra piste e percorsi gourmet

a cura di Eleonora Errico DA beneinsieme.conad.it

Slow food, slow life, slow travel e quest’anno anche slow snow: al termine inglese che significa lentezza, l’ambizioso compito di rappresentare il nuovo stile di vita del terzo millennio, anche sulla neve.
Come ogni moda che si rispetti anche in questo caso, l’origine è chic: a Cortina d’Ampezzo l’inverno 2013 è talmente slow che, nel comprensorio della Faloria, la famosa pista Vitelli (che ospitò le gare di slalom gigante durante le Olimpiadi del 1956), è stata attrezzata con zone relax dove sostare, lontano da impianti e rifugi e ammirare tutto lo splendore delle Dolomiti. Sì allo sci quindi, ma con tempi decisamente più lenti, per gustare discese, panorama e perché no anche menù gourmet.
In Trentino fino al 30 aprile, la novità si chiama Slope Food: ovvero “stuzzicchini in pista”. In dodici rifugi dell’Alta Badia si possono gustare le prelibatezze tipiche di montagna, rivisitate da chef stellati. Ogni cuoco, abbinato ad una baita, crea uno Slope Food ad hoc. Chi ama vivere la montagna con lentezza ha comunque l’imbarazzo della scelta: in tutti i comprensori sciistici italiani – anche meno blasonati e affollati – si possono trovare attività sportive e contemplative: dal trekking allo sci
di fondo, dalle passeggiate con le ciaspole al più classico e comodo slittino.

Nelle Valli di Tures e Aurina in Alto Adige (BZ) per esempio le piste dedicate allo sci di fondo superano i 50 km e proprio a chi volesse percorrerle tutte è dedicata la “Settimana dello Sci di Fondo”. La proposta comprende 7 pernottamenti, 7 giorni di “Dolomitic Nordicski Card” valida su tutte le piste della Val Pusteria e delle valli limitrofi, un corso di miglioramento della tecnica con istruttore e 7 giorni di “SkiMobile Dolomites-Card”, tessera valida su tutti i mezzi pubblici per spostarsi da una valle all’altra. Per quanto riguarda il pernottamento sono a disposizione diverse soluzione più o meno economiche che vanno dal B&B, all’appartamento fino ai Grand Hotel. Si può prenotare direttamente nelle strutture che partecipano all’offerta pubblicate su www.tures-aurina.com, sito del Consorzio Turistico Area Vacanza di Tures ed Aurina. Sempre in Alto Adige anche i sentieri panoramici ad alta quota del Parco Naturale del Gruppo Tessa sono meta ideale per gli escursionisti invernali.

Armati di racchette, ciaspole, bastoncini, binocoli e mappe si parte insieme ad una guida alla scoperta della natura, del territorio e della sua gente. Escursioni guidate ogni giorno anche in Valle D’Aosta: ciaspolate per bambini dai 6 ai 14 anni alla ricerca di animali, giochi nell’igloo e discese sulla neve; passeggiate anche in notturna – a piedi o con racchette da neve – alla scoperta dei boschi e dei suoi animali con possibile degustazione di grappe e liquori casalinghi al rientro; trekking di più giorni con pernottamento in rifugio sul Monte Bianco, Gran Paradiso e Monte Rosa; serate di osservazione delle stelle con telescopio; organizzazione di soggiorni più lunghi in tandem tra guide alpine e turistiche per un’immersione completa nella tradizione valdostana (castelli, cascate, passeggiate, arrampicata, equitazione, mountain bike, visite a cantine e ristoranti..). Per informazioni e prenotazioni www.trekkingcogne.com

CIASPOLE, UNA RINNOVATA PASSIONE

“Negli ultimi anni – racconta Nicola Gerard, Guida Naturalistica e rilevatore di valanghe della Regione Valle d’Aosta – sono sempre di più le persone che si avvicinano alle ciaspole. Perché racchettare sulla neve è divertente, non richiede particolare allenamento ed attrezzatura, è economico – il noleggio giornaliero – adatto a tutti dai 6 anni in su e soprattutto consente di muoversi anche fuori dai percorsi segnalati. Unici accorgimenti sono: leggere sempre i bollettini valanga che, con una scala da uno a cinque, segnalano quotidianamente il livello di pericolo (1/2 liberi tutti; 3 solo esperti conoscitori dei posti; 4/5 solo piste segnalate) e affidarsi a una guida se si vogliono intraprendere percorsi non segnalati. Per quanto riguarda l’abbigliamento vanno benissimo indumenti caldi e impermeabili e dopo sci ai piedi”.

Cosa sono le ciaspole?

Sono uno strumento tipico dell’escursionismo in ambiente innevato, che consente di spostarsi agevolmente a piedi sulla neve fresca poiché aumenta la superficie calpestata e quindi anche il galleggiamento. Il nome “ciaspola” che deriva dal ladino noneso (Val di Non) è entrato nel linguaggio comune dopo il successo de “La Ciaspolada”, una delle più importanti gare di racchettoni da neve conosciuta a livello internazionale e organizzata in gennaio a Fondo, in Valle di Non, Trento. La prima edizione ha avuto luogo a Tret, frazione di Fondo Val di Non Trentino, con partenza ed arrivo in località Piazze.

Come si usano?

Si indossano direttamente e con facilità sulle scarpe e permettono di muoversi sul manto nevoso senza sprofondare e senza scivolare. Si differenziano in sinistra e destra dalla fibbia di chiusura che deve sempre trovarsi all’esterno. Il piede va inserito in modo tale che la punta e il tacco dello scarpone siano rispettivamente sopra il puntale e il centro della racchetta, quindi va fissato stringendo le cinghie, (anteriore e posteriore). Esistono anche racchette da neve con attacchi automatici molto simili a quelli dei ramponi, composti da due ferretti (uno anteriore ed uno posteriore), che si incastrano in apposite scanalature presenti sugli scarponi. Questo sistema rende l’attacco molto più facile, ma richiede racchette da neve e scarponi dedicati all’uso. Le racchette da neve sono molto utilizzate per le escursioni invernali sulla neve, per facilitare la camminata si utilizzano bastoncini simili a quelli utilizzati nello sci, che aiutano nella spinta.

Quali i tipi e come si scelgono?

Esistono vari tipi di racchetta, differenziate per grandezza, materiali e costo. Vanno scelte in base al percorso che ci si appresta ad affrontare, alla frequenza di utilizzo e alle dimensioni corporee. In pianura con neve profonda si useranno racchette lunghe, su di un terreno ripido – dove la neve è meno profonda – racchette corte e più maneggevoli. In entrambi i casi è importante che le ciaspole siano dotate nella parte inferiore di ramponcini metallici, per una presa migliore sulla neve, un maggior controllo della camminata e una frenata più controllata in discesa. Dalle ciaspole vintage e più economiche per quanto riguarda i tipi, si va dai modelli dette “fagioli” in cui il piede viene fissato con fettucce e cordini alle più conosciute e più grandi “canadesi”, alle più moderne di forma intermedia tra le due precedenti, realizzate in plastica o alluminio. Quest’ultime sono quelle che ormai vengono utilizzate più diffusamente e che si trovano presso i rivenditori di articoli sportivi ben forniti.

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